Recensione ● ” La guerra dei Papaveri” di R.F. Kuang

Bene, probabilmente questa recensione sarà un po’ sconclusionata. Mi giro e rigiro sulla tastiera alla ricerca delle parole giuste per parlarvi di questo libro, e sono arrivata alla conclusione che dare libero sfogo ai miei pensieri è l’unico modo per venirne a capo, e magari far capire qualcosa sia a me che a voi!

Il libro carnefice del mio delirio è “La guerra dei papaveri” di R.F. Kuang. Una storia che mi è piaciuta tantissimo… e allo stesso tempo di cui avrei fatto volentieri a meno (Bel casino!)

Parto col mettere in guardia i poveri sventurati che magari hanno aperto la pagina perché incuriositi dalla copertina: siete di fronte, miei cari, al primo libro di una serie e purtroppo, questa ha un hipe davvero alto. 

Dopo la sigla (ovvero la trama del libro) vi dirò la mia su questa lettura.

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La guerra dei papaveri

di R.F. Kuang

Serie: The poppy war

Editore: Mondadori

IN LIBRERIA DEL 13 OTTOBRE

Orfana, cresciuta in una remota provincia, la giovane Rin ha superato senza battere ciglio il difficile esame per entrare nella più selettiva accademia militare dell’Impero. Per lei significa essere finalmente libera dalla condizione di schiavitù in cui è cresciuta. Ma la aspetta un difficile cammino: dovrà superare le ostilità e i pregiudizi. Ci riuscirà risvegliando il potere dell’antico sciamanesimo, aiutata dai papaveri oppiacei, fino a scoprire di avere un dono potente. Deve solo imparare a usarlo per il giusto scopo

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Lo premetto, probabilmente ho dato al libro una chiave simbolica che in realtà non ha; fatto paragoni e reso il libro allegoria di qualcosa che è fuori da tutti gli schemi dell’autrice. Probabilmente, sono io ad aver costruito tutto un libro nella mia testa. Ma ormai è fatta, quindi non castigatemi se mi sbaglio.

Due aspetti ho trovato perfetti e incredibilmente moderni in La guerra dei papaveri. Per prima cosa, La guerra, e poi La religione (potrei dire il background, ma è soprattutto l’aspetto “Dei” ad aver fatto scattare la scintilla in me).

Non sarei sorpresa se l’autrice mi venisse a dire di essersi letta tutti i libri possibili ed immaginabili sulla Seconda guerra mondiale, sulle strategie, le tattiche i combattimenti di guerra, l’orrore sperimentato dal genere umano fino ad ora, prima di affrontare la stesura della sua storia. Non una sola volta ho avuto la sensazione, andando avanti nella lettura, che gli avvenimenti, le invasioni, i soprusi subiti dagli innocenti, potessero essere l’immagine di qualcosa che c’è stato, che è stato realmente commesso. Può essere che lo stile di scrittura schietto e senza peli sulla lingua abbia facilitato questo aspetto. Sta di fatto che, essendo un tema che abbraccia circa l’80% del libro, la guerra raccontata dall’autrice ha qualcosa di familiare, qualcosa che la rende reale e che mi ha costretta ad aggrapparmi ai nomi oggettivamente di fantasia, per poter continuare a stare con i piedi per terra e a ricordarmi di essere in un libro fantasy.

L’assetto degli Dei, invece, è uno dei meglio costruiti e più interessanti che abbia mai letto. Non tanto per la sua struttura materiale, numero e tipologia di divinità, quanto per le caratteristiche morali che l’autrice gli conferisce. Anche qui, nei momenti in cui la religione era il tema dominante, mi sono ritrovata spesso a fare similitudini con il mondo moderno. Con il rapporto di oggi tra uomini e Dio (divinità), su quanto questo influisca nella vita quotidiana; su come, alle volte, i primi perdono la ragione alla ricerca del Pantheon. Un confronto che penso vada trovato scavando nei dialoghi che l’autrice ci lascia, nelle scelte che i suoi personaggi fanno o in quello che diventano una volta che le conseguenze prendono forma.

In genere, quando mi perdo in un libro preferisco tenere fuori il “mondo moderno” e concedermi totalmente alla storia. Questa volta invece, la mia modernità era costantemente attiva e suscettibile ad ogni stimolo.

Togliendo questi due aspetti, che penso valgano da soli la lettura di questa serie, La guerra dei papaveri è un libro altrimenti che non supera le tre stelle. Pecca nei personaggi. Apatici, noioso, scontati, con pochissima sostanza… protagonista compresa. Per quanto riguarda quelli secondari, ci sono solo di nome ma non di fatto. Non hanno nulla che li renda distinguibili e memorabili. Rin ha tutte le carte in regola per essere esplosiva, ma nei momenti in cui dovrebbe eccellere, o in quelli che le sconvolgono la vita (o almeno dovrebbero) diventa ripetitiva, una scena vista e rivista.

“ L’interesse amoroso” non dovrei neanche nominarlo per la sua superficialità. La scrittrice lo inserisce, ma sarebbe stato molto più credibile se avesse soprasseduto per ora. Magari nel libro successivo.

La guerra dei papaveri è un libro a metà. Una metà rischia di lasciarlo nel dimenticatoio. L’altra ha del potenziale incredibile, che giustifica a pieni voti la scelta di leggerlo e di continuare la serie. Per questo, nonostante l’ultima parte della recensione possa sembrare tutt’altro, consiglio assolutamente questo libro.

A presto, Franci!

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Classificazione: 4 su 5.

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Due parole su… “Martin Eden” di Jack London

Ciao a tutti

Grande premessa: leggete questo libro. Se volete però qualche particolare in più sul perché dovete leggerlo, allora continuate la recensione. Oggi vi parlo di “Martin Eden” il capolavoro di Jack London.

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Due parole su… • “Orlando” di Virginia Woolf

Ciao a tutti

In questa nuova puntata di “due parole su…”, vi parlo in modo breve e coinciso, del perché non mi sia piaciuto “Orlando” della grande Virginia Woolf.

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Review party • “Middlegame” di Seana McGuire

Ciao a tutti

Esce oggi per Mondadori un libro di cui avrete sentito parlare sicuramente molto negli ultimi tempi, he oltre oceano ha lasciato dietro di sé, una lunga scia di apprezzamenti e fan. Mi riferisco “ Middlegame” di Seanan McGuire; un autoconclusivo inizialmente, che invece avrà dei seguiti a detta dell’autrice. Partecipo con enorme piacere al Review party e credetemi, non vedevo l’ora di parlarvene…

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Due parole… (ma proprio due) su “Il giardino dei Finzi-Contini” di Giorgio Bassani

Ciao a tutti,

avevo voglia di condivedere con voi due pensieri sull’ultimo libro letto, una classico della letteratura italiana di Giorgio Bassani, “Il giardino dei Finzi-Contini”. Fatemi sapere se lo avete letto e se vi è piaciuto!

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Recensione • “La città di ottone” di S.A Chakraborty

Ciao a tutti

A farmi compagnia in queste settimane c’è stato un libro, inizio di serie, uscito martedì 16 giugno per Mondadori, e già diventato un caso editoriale amatissimo. Sto parlando di “La città di ottone”  della scrittrice S.A. Chakraborty e in questa recensione vi dirò perché non mi ha entusiasmata più di tanto.

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La città di Ottone

di S.A. Chakraborty

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Mini Recensione| “Falce” di Neal Shusterman

ciao a tutti,

oggi vi dico, in modo conciso… molto conciso, perchè dovete leggere “Falce” di Neal Shusterman. 

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Due parole su… “Delitto e castigo” di Fedor Dostoevskij

Ciao a tutti

due chiacchere su uno dei libri più belli di questo mio 2020 sono doverose. Il protagonista del mio aprile è stato lui, “Delitto e castigo”, di Fedor Dostoevskij, un must della letteratura russa.

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Due parole su… “Siege and storm” di Leigh Bardugo

Ciao a tutti

Continua la mia avventura nel magico mondo della Grishaverse con il secondo libro di Leigh Bardugo, “Siege and storm”.

Finalmente qualcosa inizia a smuoversi. Siamo ancora molto lontani dagli intrighi e i giochi di potere di Sei di corvi, neanche lontanamente vicini alla mente malata ma totalmente affascinante di Kaz Brekker, eppure anche la nostra Alina sembra mostrare gli artigli.

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Recensione • “Lasciami andare” di Kati M. Flynn

Ciao a tutti

Ho terminato in questi giorni un distopico che potrei considerare perfetto per il periodo completamente strano che stiamo vivendo. Si intitola “Lasciami andare” ed è il libro di Katie M. Flynn pubblicato da Frassinelli il 12 maggio 2020.

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