BlogTour ● Libro vs film | “Bird box” di Josh Malerman

Ciao a tutti

Ne avrete sicuramente visto il poster del film su molti social, chi è dipendente da Netflix sicuramente non se l’è perso, non tutti sanno che uno degli ultimi film prodotti dalla piattaforma streaming è tratto da un libro del 2014 di Josh Malerman, “Birdbox”, pubblicato da Piemme. Il #BlogTour di oggi ha come protagonista proprio questo libro e la sua trasposizione cinematografica.

Diretto dalla danese Susanne Bier, “Bird box” è liberamente ispirato all’omonimo libro, non vi aspettate una traduzione diretta e nei minimi dettagli. Libertà stilistiche sulle scene, aggiunta di nuovi personaggi, e altri piccoli accorgimenti che possono passare quasi inosservati, hanno contribuito a rendere molto più incentivo e veloce il ritmo del film in contrasto invece con una lentezza per certi versi anche snervante del libro.

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Là fuori, in un mondo dove nessuna certezza è più tale, c’è qualcosa di terrificante. Qualcosa che non deve essere visto. Chi è così folle da tenere gli occhi aperti va incontro a un destino spaventoso.
Cinque anni dopo i primi episodi di terrore, pochi sono rimasti a popolare la terra. Vivono bendati, in una cecità autoimposta che li confina in un’oscurità perenne, in case buie e polverose con porte e finestre sprangate. Nessuno di loro ricorda di che colore è il cielo, com’è fatta una nuvola, quanto può abbagliare la luce del sole. Come Malorie che, rimasta sola con i suoi due bambini, ha soltanto una speranza: attraversare il fiume, bendata, e raggiungere un luogo dove alcuni uomini stanno combattendo contro quel male senza nome. Ha aspettato tanto perché sa che il fiume, a un certo punto del percorso, si divide in quattro canali. E, per scegliere quello giusto, Malorie dovrà fare qualcosa che non fa da anni: aprire gli occhi. E sfidare la sua stessa mente per non cedere alla follia.

Il film segue sostanzialmente la trama del libro, accorciando però nettamente i tempi e puntando molto sull’effetto horror e drammatico di primi piani e alcune scene. Ad interpretare Malorie c’è una Sandra Bullock davvero formidabile, abilissima nell’impersonare una donna che ha passato quattro anni ad essere più sergente che madre, ha imparato a reprimere i propri sentimenti. In lei tutto urla sopravvivenza, un 51ldxleqRgLdisperato tentativo di dare ai suoi bambini una vita quanto mai normale, anche se sono stati addestrati dalla nascita a svegliarsi con gli occhi chiusi e a sviluppare un udito fuori dall’immaginario. Se nel libro, magari anche perché raccontato dal suo punto di vista, la conosciamo più accondiscendente, un po’ più umana; nel film è una stoica donna guerriera. Dobbiamo attendere quasi la fine del film per vederla cedere difronte ai figli e sentire il primo “ti voglio bene”. Una nota di merito va fatta alla piccola attrice che interpreta Bambina: è di una dolcezza incredibile e nelle uniche due scene nelle quali ha una funzione essenziale, riesce a commuovere moltissimo.

Che si stia parlando del libro o del film, entrambi hanno delle note stonate e al contempo riescono magistralmente a dare forma alla storia. Il libro ci permette di capire meglio il personaggio principale e gli altri che popolano la casa. Si è coinvolti immediatamente e ancor prima di arrivare a metà libro si vuole scoprire la fine; più confusionaria è però la storia nel complesso. Troveremo anche nel libro un’alternanza di tempi, il presente e cinque anni prima, quando sono iniziati i suicidi, ma lo stile adottato dallo scrittore intreccia gli eventi e farne chiarezza non è sempre facile. Anche perché non conosceremo mai come o chi sono queste creature che spingono al suicidio. Il film da questo punto di vista è più chiarificatore, ma mai fino in fondo. Il suo punto a favore è che da molto spazio alla bird box del titolo, gli uccelli avranno un ruolo molto rilevante a differenza del libro. Punto a sfavore è che rivoluziona completamente la caratterizzazione dei personaggi e lo svolgersi della storia. Mantiene intatti gli esiti ma si prende la libertà di cambiare le situazioni. Avremo un Tom che non ha mai avuto una figlia, una Olympia debole ed insicura, un Don che non esiste e così via. Nonostante contenga però delle incongruenze, il film mantiene anche delle innovazioni, degli ingegnosi stratagemmi ideati dai personaggi che nel libro non sono per nulla presenti.

Cambiamenti per concludere, quelli tra libro e film, che fanno pensare ma non storcere il naso. Certo avrei preferito trovare il cane Victor ed è stato data una forma di dignità e maggior spessore ad uno specifico personaggio (dovrete leggere il libro per capirlo!), ma resta il fatto che anche il film merita di essere vista. E non fatevi ingannare dalla scritta Horror, riuscirete comunque a dormire la notte.

Ps. Che dovete leggere il libro lo avete capito, si?

Buona lettura, Franci!

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Trailer:

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BlogTour • Tutti pazzi per “You”. Tra libro e serie tv | Caroline Kepnes

Ciao a tutti

Sono strasicura che avete riconosciuto il libro di cui vi parlerò oggi rovinandomi tutta la sorpresa. La bella faccia di Penn Badgley non passa inosservata. Ebbene il protagonista di questo #BlogTour è il fortunato libro di Caroline Kepnes, “You ” pubblicato da Mondadori. Vi avviso fin da subito, la scrittrice ha pensato ad una trilogia (per ora), quindi aspettatevi un finale da amaro in bocca. Non perdetevi neanche una tappa dell’evento, questo libro vi farà impazzire, nel bene e nel male!

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” Dunkirk” La storia vera dietro il film raccontata nel libro di Joshua Levine

Ciao a tutti

È il film più atteso dell’anno, un cast di tutto rispetto e un regista il cui solo nome incute timore. “ Dunkirk” di Christopher Nolan arriva nelle sale italiane il 31 Agosto ma con un regista simile ed una trama tutt’altro che semplice, non stupisce se ha già un posto d’onore nel ciclo di film di guerra.

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Watcher or player? dal libro al film, il caso “Nerve” di Jeanne Ryan

Ciao a tutti

Non si parla d’altro da settimane ormai. Un libro attesissimo, un film che farà correre al cinema molte di noi non tanto per la storia quanto per Dave Franco. Di cosa sto 61-HtuSfSGL._SX331_BO1,204,203,200_parlando, ma ovviamente di “Nerve” della scrittrice Jeanne Ryan. Uscito in lingua originale nel 2012, con un copertina tra l’altro, impossibile da non notare, finalmente è la Newton Compton a portarlo in Italia, pubblicandolo proprio ieri, 1 Giugno 2017.

Se siete rimaste ancora al nome Dave Franco e non avete compreso neanche una virgola di quello che c’è scritto dopo, 1) vi capisco benissimo. Tra lui e il fratello non saprei chi scegliere! 2) ora vi spiego perché l’ho nominato.

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‘The danish girl’ – David Ebersshoff * Libri al cinema*

Un cast giovane ma d’effetto, un regista che sa il fatto suo, ma soprattutto una storia come poche: non stupisce che ‘The danish girl’ abbia ipnotizzato il pubblico della mosta del cinema di Venezia 2015, urlando già all’oscar.

danish-girl-poster-vikander-redmayneE di oscar il film è pieno. Eddie Redmayne il protagonista, si è aggiudicato la statuetta con un’interpretazione magistrale dello scienziato Stephen Hawking  in La teoria del tutto; il regista Tom Hooper con Il discorso del re o il più recente Les miserables, ha fatto letteralmente impazzire l’Academy. C’è quindi poco da dubitare che si sta parlando di un piccolo capolavoro.

Ma a renderlo ancora più originale, come detto prima, è la trama.

Tratto dal romanzo ‘ La danese’ di David Ebershoff, la storia è quella dolorosa di Lili Elbe, artista danese, la prima transessuale a sottoporsi negli anni Trenta, a un’operazione di riassegnazione sessuale.

Un mondo che galleggia tra due guerre, una storia d’amore. Una donna che aiuta il marito nel suo percorso alla scoperta di se stesso e un marito pronto a scontrarsi con le mentalità e gli ostacoli di un tempo retrogrado e bigotto. La forza e la tenerezza di un uomo che si scrolla con non poca fatica, quelle vesti che ormai non sono più sue. Una lenta ricerca di una femminilità imprigionata nel corpo sbagliato. Straziante, scabroso ma bellissimo.

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Il film sarà presente nelle sale italiane il prossimo 4 febbraio, intanto godiamoci il libro. Buona lettura!

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image_book.phpTitolo: La danese

Autore: David Ebershoff

Editore: Guanda

Einar Wegener e sua moglie Greta vivono a Copenaghen. Lui dipinge piccoli quadri con il mare in inverno, paludi e brughiere; lei, ancora alla ricerca di un’autentica ispirazione, ritrae la trofia committenza borghese cittadina. Un giorno, Greta convince faticosamente il marito, imbarazzato e riluttante, a posare con un abito femminile per poter completare il ritratto di Anna, la cantante lirica loro amica. Ma l’ipnotico movimento del pennello di Greta e il morbido contatto della stoffa sulla pelle sospingono Einar “in un mondo d’ombre e sogni”. Quel giorno Einar scopre che il suo cervello è una noce spaccata in due metà; una appartiene a lui, l’altra a Lili, l’entità femminile che ha involontariamente richiamato dagli angoli più remoti della sua infanzia, dov’era stata relegata per il brusco intervento degli adulti. Lili è imprevedibile, timidissima e svagata. Ma Lili è anche una ragazza prepotente ed egoista nel suo bisogno di vivere: per manifestarsi provoca in Einar misteriose emorragie, sottraendogli le forze poco a poco, e scompare sanguinante lei stessa. Di qui la decisione di sacrificare l’uno per consentire la piena esistenza dell’altra: spinto dalla stessa Greta, Einar decide di entrare nella clinica del professore Bolk che lo trasformerà gradualmente in Lili. Il romanzo è ispirato alla vicenda reale di Einar Wegener, il paesaggista che agli inizi degli anni trenta si affidò alla chirurgia per cambiare sesso.

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