Recensione • “Loki. Il giovane Dio dell’inganno” di Mackenzi Lee

Ciao a tutti

Ne avevamo parlato su instagram ma è arrivato il momento di guardare meglio un libro uscito a Marzo per Oscar Mondadori Vault. Mi riferisco a “Loki. Il giovane Dio dell’inganno” di Mackenzi Lee.

Ammetto che la notizia della sua pubblicazione mi aveva alquanto entusiasmata. Nella mitologia norrena, Loki è uno tra gli Dei che più mi incuriosiscono, per non parlare della trasposizione che la Marvel gli fa. Il Loki di Mackenzi Lee però, è leggermente diverso dagli occhi ghiaccio di Tom Hiddleston.

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di Mackenzi Lee

Editore: Oscar Mondadori

Non è ancora giunto il momento di misurarsi con gli Avengers: per ora il giovane Loki è impegnato al massimo delle sue forze per dimostrarsi eroico, mentre tutti intorno a lui lo ritengono inadeguato. Tutti tranne Amora, l’apprendista maga, che sente Loki come uno spirito affine e riesce a vedere la sua parte migliore. È l’unica che apprezzi la magia e la conoscenza. Un giorno però Loki e Amora causano la distruzione di uno degli oggetti magici più potenti conservati ad Asgard e lei viene esiliata su un pianeta dove i suoi poteri svaniscono. Privato dell’unica persona che abbia visto la sua magia come un dono piuttosto che una minaccia, Loki scivola sempre più nell’ombra di suo fratello Thor. Ma quando tracce di magia vengono ritrovate sulla Terra e messe in relazione con alcuni omicidi, Odino manderà proprio Loki a scoprire cos’è successo. Mentre si infiltra nella Londra del diciannovesimo secolo, la città di Jack lo Squartatore, Loki intraprenderà una ricerca che va oltre la caccia a un assassino. E finirà per scoprire la fonte del proprio potere e quale sarà il suo destino.

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Il libro quindi, partiva con delle aspettative davvero alte ed un personaggio che avrebbe potuto soddisfarle in pieno. Purtroppo, questo non avviene.

Il linguaggio è l’aspetto sul quale più si può sopravvedere. È molto semplice, senza la poesia delle parole ricercate, indirizzato ad un lettore che non ha la pretesa di spendere molto tempo su una storia e vuole dedicarci solo ore spensierate. È una scelta del tutto plausibile e davvero ben gradita, considerato che l’ho letto per lo più la notte (grazie insonnia!),

Ciò che non mi ha convinta è stata invece la trama e i personaggi. Per la prima, purtroppo è stagnante fin da subito. Scontata è la parola giusta, ha qualche momento eclatante ma non così importante da essere inserito nella lista dei “più eclatanti”.

I personaggi sono quelli sul quale più ho riflettuto, in particolare il protagonista.  Dov’è l’Ingannatore, il dio dell’inganno, delle malefatte? Siamo alle origini della storia di Loki, ma il personaggio che ho incontrato in queste pagine è un figlio insicuro, messo da parte, succube del fratello Thor. E che parla decisamente tanto.
Anche un po’ melodrammatico, si lamenta molto e agisce poco, vuole la sua fetta di notorietà ma non fa nulla per meritarsela. Le sue moine non hanno fondamenta.
La figura mitologica davvero interessante che poteva essere, si è persa tra battute scontate e zero carattere.

Senza grandi pretese vi consiglio comunque di fare la sua conoscenza. Non sarà il libro del secolo e di sicuro non vi dice molto sul Dio dell’inganno che non possiate trovare sulla prima pagina di internet, ma regala comunque una storia godibile.

A presto, Franci!

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