Review party • “Il re malvagio” di Holly Black

Ciao a tutti

Con grande piacere partecipo oggi al Review party del libro “Il re malvagio” di Holly Black, in uscita per Mondadori.  Si tratta del secondo capitolo della serie fiabesca dell’autrice, iniziata con “Il re crudele”.

Piccola nota: la recensione è SPOILER FREE, ma essendo il secondo libro, qualche riferimento potrebbe sfuggire a chi non ha letto il primo. Detto questo, buona lettura!

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Il re malvagio

di Holly Black


 

Esordiamo così: questo libro ha un solo aspetto interessante.

Pensavo fosse solo l’apparenza, col tempo si sarebbe attenuata questa sensazione. Ma dopo aver divorato in circa due giorni il primo e il secondo libro, sono più che convinta che si tratti di una serie decisamente nella norma. Con una cover davvero bella però, devo ammetterlo!

È nella norma perché a mio parere manca un tratto distintivo, qualcosa che resti nel tempo e che la identifichi anche dopo averla messa sullo scaffale.

e511d3b67313b47940520d915289d22fÈ uno dei pochi libri che ho letto sul mondo delle fate e degli elfi; ma ha un background davvero poco sviluppato. Un mondo creato passo dopo passo, in base a come si muovono i personaggi. Non sembra ci sia una schema fisso e stabilito in partenza: le caratteristiche escono quando servono e vengono dimenticate subito dopo. I vari poteri; i vari mondi e gli esseri che li vivono; gli intrighi di potere: tutti aspetti lasciati molto al caso.

Personaggi umani che vivono nel mondo delle fate. Potrebbe già così essere un cliché, ma non siamo superficiali e andiamo nei particolari. I personaggi secondari, come le sorelle di Jude, i suoi genitori o amici sono quasi inesistenti, nonostante abbiano un ruolo rilevante. Jude e Cardan sono un altro paio di maniche. Cardan potrebbe essere interessante, col suo fare introspettivo e misterioso. Se non fosse un completo idiota o un totale burattino (anche quando pensa di non esserlo). Entra in scena, dice qualche battuta che farebbero colpo su chi si lascia ammaliare dai bad boy, e poi torna nell’ombra. Serve qualcosa di più per classificarlo come potenziale bookboyfriend, così non arriva neanche alle semifinali.

Con Jude mi soffermo di più. è un’umana cresciuta in un mondo di fate. Vittima di questo mondo, è anche l’unico in cui si sente a casa e nel quale vuole assolutamente trovare il suo posto. Vittima da sempre delle angherie del signorino sopra citato e della sua cricca, vede nel potere l’unica arma per la sua vendetta. È un personaggio estremamente notevole… se fosse caratterizzato bene. Non ha nulla, decisamente nulla di incisivo; battute scontate, pensieri noiosi, azioni prevedibili. E quando ha il colpo di genio, si perde nei due minuti successivi. Mettiamola così: gli schemi iniziali erano perfetti, i problemi sono arrivati quando l’autrice ha iniziato a sviluppare quegli schemi.

Il romance.  Per favore, no! certo, non c’è l’instalove, ma non consideriamoli una coppia vincente. Passare dalla violenza (perché è questo che Cardan fa nelle prime pagine, diamo il giusto nome) all’attrazione non lo capisco nei libri romance più puri figuriamoci in uno YA. Secondo me sono proprio sbagliate le basi di questa coppia: il fatto che l’autrice non da alcuna importanza al comportamento di Cardan nella maggior parte del primo libro, e fa sbocciare comunque un interesse tra i due. Si è sempre detto che “se ti ruba le caramelle è perché gli piaci”, ma questo vale per i bambini di dieci anni. Non per un adulto viziato che decisamente non ti ruba le caramelle ma ti fa strisciare nuda sulla terra. È questione di prospettive?

Direte vince nel linguaggio o nella trama complessiva? Si e no.

Nel linguaggio direi di no, non ha uno stile accattivante, studiato o filosofico. È abbastanza usuale e poco ricercato. Con la trama invece siamo arrivati all’unico aspetto che ho trovato interessante.

La trama di fondo è originale e mi ha incuriosita, al punto da leggere due libri in due giorni e a programmare di prendere comunque il seguito nonostante i passi falsi. Qualche piccolo colpo di scena lo ha inserito la scrittrice, salvando così il lavoro. Se non fosse per questi imbrogli e sotterfugi vi direi di dare spazio ad altre serie meglio costruite. Ma ci sono, allora vi consiglio di regalargli comunque un po’ di tempo. Nel peggiore dei casi, vi ritroverete con una lettura nella norma ma non tanto scadente da rimpiangere di averla fatta.

a presto, Franci!

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2 pensieri riguardo “Review party • “Il re malvagio” di Holly Black

  1. I personaggi secondari sono ridicoli per la loro piattezza e ho notato anche io che a volte se ne frega delle regole del mondo che ha creato lei :/ Però la storia mi è piaciuta scorrevole e ricca di colpi di scena. Non rientrerà tra le mie saghe preferite ma è stata una lettura piacevole.

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