Recensione • “La prossima persona che incontrerai in cielo” di Mitch Albom

Ciao a tutti

Il libro di cui vi parlo oggi ha una dolcezza sconfinata, un senso morale molto spiccato e qualche occhio lucido. Si intitola “ La prossima persona che incontrerai in cielo” dell’autore Mitch Albom, già conosciuto per il suo Le cinque persone che incontrerai in cielo. Non ne è il seguito, ma se avete letto il suo primo libro, nell’ultimo ritroverete un personaggio per cui è difficile non provare tenerezza.

 

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La prima persona che incontrerai in cielo

di Mitch Albon

Dal 26 marzo in libreria per Sperling & Kupfer

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Credenze religiose a parte, penso sia rincuorante sperare in qualcosa dopo la morte. In un posto tranquillo, non necessariamente fatto di nuvole bianche e uccellini che cinguettano felici. La prossima persona che incontrerai in cielo parte proprio da questo presupposto, utilizzando poi il Paradiso come una serie di incontri per fare ammenda e chiudere definitivamente i conti in sospeso. Cinque le persone da incontrare quando si muore, ognuna ha inciso in qualche modo, direttamente o no, nella propria vita ed sono lì ad aspettare come Virgilio con Dante, per un viaggio in ricordi perduti e memorie che si è voluto dimenticare.

Questo tocca anche Annie quando muore.

Il suo viaggio in Paradiso le farà ritrovare cinque persone con le quali riappacificarsi, fare chiarezza e scoprire finalmente, segreti che hanno modificato per sempre la sua vita senza che lei se ne rendesse realmente conto. Una grande delicatezza quella riservata da Albom nel trattare i suoi personaggi, nel crearne le storie e il passato. Una storia che non rincorre il tempo, eppure la si legge in pochissimo tempo. Una storia della quale si vorrebbe conoscere di più, sapere di più. Di Anne, Paulo, della madre e dell’incidente che ha cambiato le loro vite.

È anche una storia delle coincidenze, del destino oserei dire. Pezzetti di puzzle che andavano incastrati in un determinato modo, eppure il solo spostare un pezzo, avrebbe cambiato completamente gli eventi. Le storie possibili, quelle che ti fanno risuonare in testa una sola domanda: “e se…?”. Questo libri si basa completamente su di esse ed una delle caratteristiche più interessanti. Allo stesso tempo ti andrebbe di urlare per quanto un semplice secondo in meno sia deciso per un determinato fine.

Non dico che Mitch Albon abbia creato la storia del secolo, non ha la presunzione di pensarlo. Eppure, proprio per questa genuinità vi consiglio caldamente La prima persona che incontrerai in cielo. Un libro semplice che arriva dritto al cuore facendo anche riflettere. Abbiamo spesso bisogno di storie come queste.

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Il mio voto:

4 tazze

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La prima persona che incotrerai in cielo

di Mitch Albon


La vita, si sa, non è un rettilineo che scorre all’infinito senza scosse e senza ostacoli; prima o poi, il destino si rivela nei suoi risvolti più ardui e tortuosi. Ma non è neppure un viaggio solitario e accidentale: il nostro cammino è costellato di incontri, di altre rotte che intrecciano e accompagnano la nostra in maniera non casuale, anche quando non ne siamo consapevoli. Siamo un breve tratto di una grande mappa, uno snodo di trama in un intreccio di storie. Siamo la parte minuscola ma indispensabile di un disegno che ci sfugge. Da bambina, Annie è stata protagonista involontaria di quello che molti hanno definito un miracolo: salvata da un incidente fatale grazie all’atto eroico di un uomo che ha dato la vita per lei. Ma quell’episodio l’ha segnata profondamente, nel corpo e nell’anima. Le è costato tanto trovare il suo posto nel mondo e accettare se stessa, senza sentirsi sbagliata. Finché, quando crede di stringere finalmente in pugno la felicità, una catena ineluttabile di eventi la strappa a questa vita. Ora il viaggio di Annie continua verso il Cielo. E proprio in questa nuova parte del cammino si ripetono cinque degli incontri che più hanno segnato la sua esistenza. Ognuna delle cinque persone che ritrova le farà a suo modo capire come nulla sia stato vano, e quanto ogni attimo terreno da lei vissuto sia stato importante – per lei stessa e per chi l’ha conosciuta. Perché tutto ciò che facciamo lascia un segno nelle vite degli altri, e ognuno di noi conta nel disegno più grande che ci unisce. Basterebbe solo alzare gli occhi e abbracciare con lo sguardo quell’orizzonte dove ogni fine sfuma in un principio e ogni singolo si fonde con un tutto che lo illumina.

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