Recensione • ” Adesso apri gli occhi” di Ornella De Luca

Ciao a tutti

La settimana non poteva terminare nel migliore dei modi. Dopo una nevicata tanto attesa e vari pupazzi di neve, ho finalmente concluso anche un romanzo che mi portavo dietro da tempo. Eccovi la recensione di “Adesso apri gli occhi”, primo libro della serie New Adult The orphanage, della scrittrice Ornella De Luca ( che ringrazio infinitamente per avermi permesso di leggerlo!). Il libro è già disponibile su Amazon, non fate come me e correte a leggerlo.

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cover-ebook-1875x2560_300dpiAdesso apri gli occhi

di Ornella De Luca


Diana ha ventitré anni e una valigia piena di sogni con sé. È partita dal sole della sua adorata Sicilia verso il freddo del Massachussetts per seguire un master di Scrittura Creativa alla Boston University e coltivare così il sogno di diventare una vera scrittrice.
Homer ha alle spalle un passato di solitudine e abbandono e la musica è l’unico strumento che possiede per connettersi col mondo. Nato cieco e dato in adozione alla nascita, prova a sbarcare il lunario suonando per le strade di Boston e le sue canzoni riescono a catturare il cuore di Diana.
Ogni mattina, seduta ai tavoli di uno Starbucks, la ragazza si lascia ispirare per la scrittura del suo romanzo dalla musica del giovane e affascinante artista di strada, pur non sapendo nulla di lui.
Chi è quel ragazzo? Perché non ha mai incrociato il suo sguardo, nascosto sempre dietro un paio di occhiali scuri?
Un romanzo da scrivere ad ogni costo, un’imprevista attrazione e una vecchia casa coloniale dal passato misterioso uniranno Homer e Diana, ma una grande bugia minaccia il loro rapporto.

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Lo portavo in giro per il mondo nel mio Kindle da mesi; lo avevo rimandato per iniziare un lettura che si è rivelata un vero fiasco. Giusto ieri mattina mi dedico qualche ora di tranquillità e lo inizio e cosa mi ritrovo?

Un piccolo bellissimo concentrato di emozioni pronto ad ordinarmi: “Ora ti siedi e mi ascolti”. E ho ubbidito. Ieri sera avevo assimilato il libro, mi mancava già Homer ed ero pronta a scrivere una recensione che sapevo si sarebbe dimostrata una faticosa scalata.

Più un libro è bello più è difficile spiegare il perché è tanto bello e credetemi, Adesso apri gli occhi lo è davvero. Non ha la prosopopea di voler cambiare il mondo eppure silenziosamente fa il suo ben lavoro e ti lascia quella sensazione di malinconia una volta concluso. Quel desiderio di conoscere un musicista cieco e la sua spassosa dolcezza, di immaginarlo sugli scalini di una caffetteria a strimpellare la sua chitarra mentre tu, protagonista ovviamente, lo osservi sulla tazza di un cappuccino.

Intendiamoci, forse la struttura di base è pressoché simile a molti New Adult che troverete in circolazione: una protagonista con la sua bella fetta di mondo con cui fare i conti e un personaggio maschile che , anche lui, ha le sue rogne. Anche per questo ultimamente mi avvicino con molta cautela a questo genere. Tuttavia questa volta devo superthumbricredermi e tirarmi un ceffone sulla testa, perché Adesso apri gli occhi è diverso e vi spiego come. Prima di tutto, dimenticate la ragazzina appena adulta, che ora ha imparato a camminare ma sembra invece già sapere tutto della vita che gli NA ci propinano. Diana è una giovane donna di ventitré anni, sperduta perché in un nuovo paese, mille miglia distante da casa, con nessuna persona su cui contare. Una situazione che manderebbe un po’ in crisi anche il più temerario, ammettiamolo. La vera rivoluzione la si ha quando incontra Homer e il modo in cui entrambi entrano in contatto. Non si ha un personaggio buono e uno cattivo; un personaggio dalla morale giusta e quello sbagliato; un personaggio che cerca di migliorare l’altro dall’orgoglio ferito. Diana e Homer sono due ragazzi come tanti, che stanno bene insieme proprio perché si accettano così come sono. Lei ha la sua dose di coraggio ancor prima di conoscere il ragazzo, e la dimostra ampiamente. Homer ha semplicemente il merito di amplificare qualità di cui Diana già dispone. Dal canto suo la ragazza prospetta una nuova possibilità a cui Homer non aveva mai pensato, c’è quando nuove realtà lo gettano nello sconforto, gli dà una mano se la verità diventa troppo dura da sopportare. Ma entrambi, separatamente, sanno perfettamente come vivere la loro vita ed il fatto che si incontrano non cambia di molto questa caratteristica. L’arricchisce.

Vedetela così: nel suo complesso il libro è da considerarsi un New Adult, ma ben lontano da qualsiasi cliché tipico del genere. Anzi, vi dirò di più, se l’autrice avesse approfondito ulteriormente altri aspetti della storia, quello che avete tra le mani sarebbe sicuramente stato uno un vero piccolo capolavoro. Ha uno stile lineare, pulito, di quelli che leggi ad occhi chiusi. Allo stesso tempo ti cattura, in alcuni punti ti ammalia e riesce ad incuriosirti su come potrebbe evolversi la storia. I suoi protagonisti non sono scontati, hanno fattezze proprie, non cadono in banalità e pensieri venali: gente, non si parla quasi mai dell’aspetto fisico. Solo per questo farei una standing ovation alla scrittrice. Voglio dire, c’è ovviamente attrazione tra i due, ma non è necessario sottolineare ogni due righe quanto l’altro sia bello, attraente e via dicendo come fanno molti libri ( Ottimo lavoro Ornella).

Tagliamo la testa al toro e leggetevi questo libro, non ve ne pentirete. Io intanto mi consolo sapendo che non è finita qui, ma avremo modo di tornare all’orfanotrofio Sullivan.

A presto, Franci!

SPOILER:

Questo libro ha un potenziale che non potete neanche immaginare, e penso che si sia capito già dalla recensione. Proprio perché è impossibile non affezionarsi, mi sarebbe piaciuto conoscere molti più particolari. Sugli orfani della struttura, fratelli di Homer per esempio. La serie è incentrata su questi cinque ragazzi eppure nel primo capitolo si conosce ben poco di loro. Capisco che la figura centrale è Homer, tuttavia mi sarebbe piaciuto una presenza più forte degli altri personaggi.  Lo stesso vale per l’amica di Diana, Zoe. Appena ho iniziato ad affezionarmi, è completamente scomparsa. Non avere paura nell’aggiungere pagine Ornella se questo vuol dire rendere perfetta una storia già stupenda.

Un ultimo dubbio che spero riusciate a risolvermi: perché Homer conosce l’italiano addirittura da riuscire anche a cantarlo?

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4 tazze

Il mio voto: Un piccolo gioiellino

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