Recensione • ” The hate u give. Il coraggio della verità ” di Angie Thomas

Ciao a tutti

Quando il lunedì mostra le sue carte peggiori non c’è modo per affrontarlo se non con un libro degno di nota. Quello di oggi batte qualsiasi classifica e si dimostra perfetto per il ruolo. A malincuore ( perché questo vuol dire che sono stata costretta a terminarlo ) vi parlo oggi di una nuova uscita targata Giunti , uno dei contemporanei più belli di sempre, non solo degli ultimi tempi. Si intitola “ The hate u Give. Il coraggio della verità “ il libro capolavoro di Angie Thomas.

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di Angie Thomas


Editore: Giunti

Starr si muove tra due mondi: abita in un quartiere di colore dove imperversano le gang ma frequenta una scuola prestigiosa, soprattutto per volere della madre, determinata a costruire un futuro migliore per i suoi figli. Vive quasi una doppia vita, a metà tra gli amici di infanzia e i nuovi compagni. Questo fragile equilibrio va in frantumi quando Starr assiste all’uccisione di Khalil, il suo migliore amico, per mano della polizia. Ed era disarmato. Il caso conquista le prime pagine dei giornali. C’è chi pensa che Khalil fosse un poco di buono, perfino uno spacciatore, il membro di una gang e che, in fin dei conti, se lo sia meritato. Quando appare chiaro che la polizia non ha alcun interesse a chiarire l’episodio, la protesta scende in strada e il quartiere di Starr si trasforma in teatro di guerriglia. C’è una cosa che tutti vogliono sapere: cos’è successo davvero quella notte? Ma l’unica che possa dare una risposta è Starr. Quello che dirà – o non dirà – può distruggere la sua comunità. Può mettere in pericolo la sua stessa vita.

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Una copertina minimal, di quelle che in libreria potresti anche perdere se non hai un occhio attento, ma una storia come poche, quel genere che senti profumo di grandezza anche solo sfiorandone le pagine, anche solo leggendo la quarta di copertina. “ Scrivi di qualcosa che conosci o non sfonderai mai”. Un consiglio quasi banale se riferito ad un’autrice comune, che si carica di rivoluzionaria potenza quando a pronunciarlo è la madre di una ragazza la cui storia cambierà il parere di molti. Così Angie Thomas inizia a scrivere The hate u give e quelle classifiche in poco tempo le divora più che scalarle.

“THUGLIFE: The Hate U Give Little Infants Fucks Everyone”, l’odio che circonda i bambini (neri, ndr) avvelena la società”.

Era la notte di Capodanno del 2009 quando un poliziotto statunitense uccide un ragazzo di colore disarmato, Oscar Grant. Dalla frustrazione di chi l’ingiustizia la vive in prima persona, nasce il libro di Starr e la sua scalata alla verità. Cresciuta in un quartiere che “ a Garden Heights somiglia parecchio”, Angie Thomas riversa in un plico di pagine un mondo di rabbia, dolore, speranza e lotta, portavoce di persone che sperano, con tutte le tumblr_okwms4uXOz1u3wv5bo2_r9_540forze in qualcosa di migliore. Non ho alcune pretese né il coraggio di dire di comprendere la protagonista, la frustrazione di avere una voce e non poterla usare al meglio però sono talmente potenti che anche chi non ha mai combattuto battaglie simili può sentirne l’eco e condividere la speranza. Perché si vive sotto lo stesso cielo e di certo il colore della pelle non rende una persona migliore di un’altra. E uno stereotipo non descrive un popolo come un’idea  (sbagliata) non deve condizionare un’azione.

Due tranquilli ragazzi di ritorno da una festa, stanchi e col solo desiderio di arrivare a casa. Un fanalino rotto, il colore della pelle che insospettisce l’agente, una spazzola per sedili scambiata per una pistola e il corpo di Khalid riverso sull’asfalto, in un pozza di sangue ormai senza vita.  Inizia così l’incubo di Starr che la morte l’aveva già incontrata con l’amica Natasha, di soli dieci anni, uccisa da rivalità tra gang. Una ragazza come tante, unica come poche. Coraggiosa quando dice di non esserlo, vulnerabile come un qualunque essere umano davanti alle difficoltà. Avrà il coraggio di dire la verità? E questa aiuterà ad incriminare il poliziotto o le si ritorcerà contro?

La verità getta ombre sulla cucina: persone come noi in situazioni come queste diventano degli hashtag, ma di rado ottengono giustizia. Però penso che siamo tutti in attesa della volta, di quell’unica volta in cui le cose finiscono bene. E forse può essere questa.

Divisa tra due mondi: quello nero, del quale molte volte non condivide le scelte, e quello bianco, dove nasconde la sua vera natura. Cerca in tutti i modi di tenerli separati ma come gli eventi negativi servono da collante per alcune persone, finiranno presto per collimare sotto un velo di ipocrisia, razzismo ma anche supporto e sorpresa. Perché se da tumblr_osa9v1XnUG1t6k5ddo1_1280un lato condividere certi aspetti porta alla luce i veri pensieri di chi consideravi amico, dall’altro aiuta ad avvicinare coloro che si era sottovalutato, a guardarli sotto una luce diversa e a trarne un conforto inaspettato. Non a caso il ragazzo di Starr è bianco, proveniente da una famiglia ricca, completamente l’opposto della protagonista. Eppure il legame che li unisce è superiore a qualsiasi questione raziale possa sorgere: in lui Starr scopre un alleato, qualcuno con cui combattere.

Garden Heights è un quartiere che pochi possono comprendere, con i suoi segreti nascosti, gerarchie e fratellanze. Quello che fa Angie Thomas però, è mettere da parte qualsiasi clichè un estraneo ha sui neri, e raccontarceli nel modo più naturale possibile. Come una comunità che ha le sue mele marce ( chi non le ha!) ma a sua volta ha l’incredibile potere di definirsi famiglia, di scendere in campo uniti e soprattutto, a differenza dei bianchi – parola dei personaggi, di non separarsi in caso di difficoltà, ma affrontare il pericolo insieme. È una ragazza di sedici anni che vi parla, una studentessa che nell’arco di pochi anni ha dovuto dire addio ai suoi due migliori amici, che cresce guardando i ricchi pavoneggiarsi e invidiando un ex criminale e la propria moglie amarsi come non mai. Il cui primo discorsetto fu come comportarsi con la polizia e che sa perfettamente quanto la sua pelle sia un segnale di pericolo agli occhi del mondo. Aiutata da quelle persone, vicini, conoscenti e amici che può definire famiglia, lo sa con tutto il suo essere, imparerà a tremare di paura ma ad alzare la voce, a salire sul cofano di un auto per farsi sentire e a deporre in un’aula di tribunale.

La scrittrice non impone il suo pensiero, non ne ha bisogno. Il diario segreto di una sedicenne arrabbiata vale molto di più di un discorso sul pulpito di un comizio. L’ironia che la contraddistingue, la tenerezza che l’avvolge, la determinazione che scaturisce in ogni sua scelta, ve la faranno piacere come nessun altro personaggio. E quel mix di emozioni che vi ritrovate nel cuore a libro finito sono la dimostrazione di quanto, se avete dei pregiudizi, siete dei grandissimi stupidi ( passatemi il francesismo).  Aprite il cuore ma soprattutto la mente, solo una persona degna può apprezzare questa storia, il caso contrario è l’ennesima dimostrazione di quanto il mondo sia ancora un posto di cui vergognarsi.

Buona lettura, Franci!

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5 tazzee

Il mio voto: uno dei migliori libri di sempre.

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