Recensione • ” The winner’s Crime ” di Marie Rutkoski

Ciao a tutti

Letto in poco più di un giorno, ho amato alla follia The winner’s curse ( recensione!) e, una volta finito, non ho saputo resistere e mi sono regalata il secondo libro della serie di Marie Rutkoski, “ The winner’s Crime”. Eccovi la recensione free spoiler. Se ancora non avete iniziato questa serie, sfidate il caldo e fiondatevi in libreria, ne sarà valsa la pena fidatevi! Io intanto incrocio le dita e spero che la Leggereditore porti subito questo secondo libro in italia.

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The winner’s crime

di Marie Rutkoski


il fidanzamento di Lady Kestrel con il principe di Valoria richiede grandi festeggiamenti: balli e spettacoli, fuochi d’artificio e divertimento. Ma per Kestrel è solo una grande gabbia che non le lascia libertà. Diventata una spia alla corte imperiale, vive e respira in inganno e non può fare affidamento sull’unica persona della quel desidera davvero fidarsi…

Mentre Arin combatte per mantenere la libertà del suo paese dalle mani del nemico, sospetta che Kestrel sappia più di quanto dimostri. Mentre Kestrel si avvicina a scoprire un segreto scioccante, Arin si accorge di quanto la verità possa essere un’arma a doppio taglio.

Basta menzogne o sotterfugi, Kestrel e Arin faranno presto i conti con le conseguenze delle loro azioni in questo mozzafiato secondo libro

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That’s what we do. It’s who we are. If we can’t take what we want with our own hands, we don’t deserve to win it.

È bastato uno sguardo in penetranti occhi grigi per rendersi conto che quel giorno, nel villaggio, Kestrel all’asta non ha perso solo un’ingente somma di denaro ma anche qualcosa di decisamente più importante ed inaspettato, che da tempo non batteva furiosamente come in quel momento. Da quel giorno sono passati dei mesi, si sono accavallati eventi e scoperte, rivoluzioni e fughe, molte cose sono cambiate mentre altre restano ancora con solidi radici: Arin ha innescato un cambiamento nella guerriera, un nuovo mondo le si è aperto davanti agli occhi. Un mondo da proteggere a tutti i costi.

 Abbandonata la divisa da combattimento, uno sfarzo senza freni le dà il benvenuto alla corte del regno. Promessa sposa al figlio del sultano, Kestrel si dimena tra continui ricevimenti, balli e suntuosi vestiti, cercando costantemente di tenere lontano quell’unico pensiero tanto proibito nel castello; un pensiero lasciato a Herrani a fare i conti con le conseguenze della sua rivoluzione, tanto distante quanto irrimediabilmente vicino.

Kestrel, i know you think that you’ve hidden your heart where no one can see it. But you need to hide it better.

2

Una trama ricca di colpi di scena è quella che aspetta il lettore in questo seguito. Impregnato di tensione e adrenalina, di vicoli bui in cui si annidano sorprese dai risvolti oscuri. Da un campo di battaglia alle stanze di un castello: cambia l’ambientazione ma il ritmo ferrato di una guerra resta lo stesso. Assenti i duelli di spada, costanti quelli di parole e frecciatine, di ordini e scorciatoie. Questa volta si gioca interamente di astuzia più che di forza bruta. E Kestrel di astuzia ne ha da vendere. Una protagonista dalla mente calcolatrice, che intervalla il suo essere pragmatico ad errori e pensieri i più reali possibili, umani. Commette passi falsi, molti, eppure il suo animo predisposto al prossimo la porta a scontrarsi anche con sensi di colpa dovuti alle sue scelte, e alla voglia costante di risolvere la situazione. Innesca la guerra ma desidera ardentemente la pace. Al suo animo deciso si contrappone quello altrettanto testardo del non-più schiavo 1Arin. Se nel primo libro il suo personaggio è sbocciato a piccoli passi, questa volta è parte della storia fin da subito e senza esclusione di colpi, sa cosa vuole, un po’ meno come raggiungerla, ma certamente intenzionato a farla sua. I suoi sentimenti sempre più reali, saranno il motore delle sue mosse, il fine ultimo della sua battaglia.

Nuovi e vecchi personaggi accompagneranno i due ragazzi nella loro lotta ma, pur se con un ruolo decisivo, non riusciranno mai a prendere la scena o distogliere l’attenzione dai protagonisti. Le vere star sono loro, il resto solo comparse a cui è facile affezionarsi. Per alcuni di questi personaggi sarebbe interessante conoscerne la storia, 3ma il piano supremo della scrittrice è talmente intricato, che nulla esclude possa regalarci sorprese nel corso della storia. Ci tocca aspettare!

Se The winner’s curse ha stupito i più scettici, the winner’s crime segna il definitivo ingresso di questa serie tra una delle più belle degli YA fantasy. Uno stile curatissimo ma estremamente fruibile, una storia che è tutta un intruglio di scelte e passi falsi, di sotterfugi ed inganni. Si monta pezzo pezzo come se fosse un puzzle e, anche quando vi sembrerà finito e chiaro, nasconderà ancora sorprese tra le scure fessure dei tasselli. Marie Tutkoski ci prepara ad un finale di serie che sicuramente ci lascerà senza fiato.

Buona lettura, Franci!

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4 tazze buo

Il mio voto: un secondo libro con i fiocchi

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