Recensione • “Lo spazio tra le stelle” di Anne Corlett

Ciao a tutti

A sessione estiva quasi chiusa, posso finalmente riprendere a pieno ritmo le letture. E questo vuol dire solo una cosa: “ Più recensioni per tutti!”. Riparto alla grande… ma che dico? Alla stragrande, con un’uscita di un mesetto fa, che dalla trama prometteva grandi cose e che ha saputo, in un modo alquanto contorto, conquistarmi. Si tratta di “ Lo spazio tra le stelle” di Anne Corlett, pubblicato da Leggereditore.

Mettetevi comodi e vi racconterò una storia. Quella di un gruppo di sopravvissuti che devono ricostruire il nuovo mondo.

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Anne_CorlettLo spazio tra le stelle

di Anne Corlett


Editore: Leggereditore

Tutto ciò che Jamie Allenby ha sempre desiderato è avere spazio intorno a sé, in cui sentirsi finalmente libera. Per questo ha abbandonato la Terra, sovrappopolata e claustrofobica, rifacendosi una vita in un mondo di frontiera, ai bordi della civiltà. Quando però un virus dilagante colpisce l’umanità, annientandola e lasciandone solo un vago ricordo, Jamie si ritrova definitivamente sola, finché un messaggio giunto dalla Terra accende in lei una flebile speranza… Chi è il suo autore? Forse l’amato Daniel? Jamie non può saperlo, ma il desiderio di scoprirlo la spinge a trovare ad ogni costo un modo per tornare indietro. Nel ripercorrere a ritroso i fili che legano la propria esistenza, Jamie incontrerà altri uomini alla ricerca della Terra, impegnati come lei in un’avventura irta di pericoli e minacce. I sopravvissuti, reietti intenzionati a proseguire lungo il cammino che ha condotto l’umanità alla perdizione, minacciano infatti di vanificare il loro prezioso inizio… Il viaggio di Jamie verso casa la aiuterà a chiudere la distanza tra chi è diventata e chi è destinata a essere. Ma si può davvero fuggire da un passato turbolento e abbracciare un futuro ricco di speranza? La storia di una donna che deve affrontare il vuoto dell’universo e del suo cuore.

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L’uomo è stata annientato. Un virus ha sconfitto ogni barriera immunitaria e reso polvere l’intera razza umana. A nulla sono serviti i passi avanti effettuati, l’invenzione di navicelle e i viaggi tra i vari pianeti. Al sopraggiungere della morte, qualsiasi sia il grado di evoluzione, l’uomo si rifugia sempre nei primordiali istinti, cercando un abbraccio, 2una presenza accanto. Fino all’ultimo respiro. Firmando così la sua fine. Solo i più solitari, quelli spezzati in fondo, rintanati nel loro bozzolo sicuro sono sopravvissuti. Ed ora spetta a loro ergere le fondamenta di quello che sarà un nuovo inizio.

Un diluvio universale ma in chiave moderna è il punto di partenza della storia di Anne Corlett. Un trampolino di lancio per un viaggio introspettivo nella psiche degli uomini, tra i pregi e i difetti degli esseri umani che, pur se ormai pochi, inceppano ancora in quei passi falsi che contraddistinguono la società. La fede, vecchi rimorsi, concezioni sbagliate sono difficili da dimenticare e quando per ironia della sorte viene concessa una seconda possibilità, il desiderio di fare di meglio, di ottenere finalmente gli obiettivi sperati si scontra con luoghi comuni e ideologie estremiste che riaccendono l’eterna lotta tra gli uomini. Lo sanno bene i nostri protagonisti, un gruppo di pochi sopravvissuti, che alle proprie spese conosceranno il panico di sentirsi completamente soli, il sollievo nello scoprire che non lo sono, la voglia di portare a termine ciò che si è sempre rimandato e le difficoltà nel fare fronte comune quando ferme convinzioni rischiano di dividerli.

1

Lo spazio tra le stelle non è un libro che si fa amare con molta facilità. È testardo, cocciuto, ha bisogno di attenzioni e dolci carezze. È lento, molto lento, da sfiorare il sopportabile. Arrivarne a metà è un’impresa per pochi, quasi titanica, considerato il fatto che di adrenalina ce n’è ben poca. A differenza di quanto si potrebbe pensare su un libro di questo genere, la storia in questo caso scorre tranquilla, senza picchi di tensione o batticuori che vi faranno divorare le pagine. Non che non abbia le sue opportunità: di occasioni in cui far aumentare il livello di tensione ne ha davvero tante. L’autrice tuttavia ha un occhio di riguardo soprattutto a quella che è la lotta interiore dei suoi 4personaggi, più che a quella esteriore. Tale scelta però, ha i suoi lati negativi nel fatto che molti particolari, anche alquanti rilevanti per il racconto, siano accennati e lasciati al proprio destino, senza un giusto supporto. Nel corso della lettura vi imbatterete in novità, magari che non riguardano nello specifico i suoi protagonisti ma più in generale la razza umana, che l’autrice però preferisce non approfondire rilegandoli a ricordi vaganti. Per poi darci un finale che è un’accozzaglia di eventi, esposti in modo superficiale e frettoloso, contornati da una serie infinita di domande senza risposta.

Credo ci sia un posto per ognuno di noi, un posto in cui stiamo meglio che in ogni altro luogo, anche se non è ciò che vogliamo. Dobbiamo  far parte di qualcosa, no?

Ogni passo falso di questo libro ha però un risvolto positivo che ve lo farà amare ed odiare allo stesso tempo. L’autrice ci sa fare con le parole, su questo non c’è alcun dubbio. Lo si nota già dalle prime pagine come, nonostante sia incredibilmente prolissa, sappia creare uno stile fresco e giovanile. Sappia divertirsi con le parole. È un libro largeimpegnativo, non adatto ad una lettura da spiaggia. Fa di una storia che potrebbe cadere nel circolo vizioso di ogni sci-fi, un bellissimo viaggio nelle paure e sogni degli uomini. Una forma di esperimento sul genere umano, che decimato da un virus letale, dovrà mostrare le sue migliori qualità per ricominciare. I pensieri della protagonista Jamie sono quelle di una ragazza che sta cercando ancora il suo posto, desidera i suoi spazi ma ha paura di restare da sola, fa i conti con pensieri contrastanti di cui non condivide l’ideologia. L’autrice rende lei e tutto il suo gruppo di superstiti un valido esempio di come, anche se con a disposizione un intero mondo per una nuova vita, essi inceppano ancora nei soliti sbagli e desiderano sempre tornare nel posto che chiamano casa. È questo viaggio l’aspetto più bello di tutto il libro e quello che più affascina. Una finestra sul genere umano che permette di porti domande alle quali mai avresti pensato e alle quali non sempre c’è risposta. Sugli affetti, gli amori e la fede. Quest’ultima è uno dei cardini della loro avventura: tra chi fanatico, considera il tutto un disegno divino e chi semplicemente crede, perché ha bisogno di porre fiducia in qualcuno.

Esistono libri che o si amano o si odiano. Lo spazio tra le stelle invece, fa parte di quella categoria intermedia in cui, se in una pagina avreste voluto abbandonarlo, in quella dopo sarà il vostro libro preferito. È un’avventura che va vissuta, indipendentemente da tutto, e assaporata. Dategli tempo, saprà ripagarvi.

Buona lettura, Franci!

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3 tazze buo

Il mio voto: Odi et amo

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