Recensione in anteprima • ” La rosa del califfo” di Renée Ahdieh

Ciao a tutti

Ho terminato ieri il libro di cui sto per parlarvi e non potevo assolutamente aspettare. Dovete sapere! Eccovi quindi la recensione del secondo ed ultimo libro della serie di Renée Ahdieh, La moglie del califfo, che ci ha portato tra lo sfarzo e i colori di una corte tra il deserto ed ora pone fine ad una storia magica e senza tempo, in grado di ammaliare. “ La rosa del califfo” sarà nelle librerie dal 27 Aprile per Newton Compton  e vi assicuro che non avete alcuna scusa per non leggerlo.

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La rosa del califfo

di Renée Ahdieh


Editore: Newton Compton

Data d’uscita: 27 Aprile 2017

Shahrzad è stata la moglie del califfo del Khorasan. Era giunta nella sua dimora con lo scopo di vendicare la morte di altre fanciulle andate in sposa a lui. Poi il suo piano è saltato, Khalid non è infatti il mostro che tutti credono. È un uomo tormentato dai sensi di colpa, vittima di una potente maledizione. Ora che è tornata dalla sua famiglia, Shahrzad dovrebbe essere felice, ma quando scopre che Tariq, suo amore d’infanzia, è alla guida di un esercito e sta per muovere guerra al califfo, la ragazza capisce che deve intervenire se vuol salvare ciò che ama. Per tentare di evitare una sciagura, spezzare quella maledizione, ricongiungersi a un uomo di cui ora scopre di essersi innamorata, Shahrzad farà appello ai suoi poteri magici, a lungo rimasti sopiti dentro di lei…

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Sii l’inizio e la fine, Shahrzad al-Khayzuran.

Tra le aride dune del deserto, il diamante del Khorasan si sta spegnendo sotto gli occhi del re-fanciullo. Distante, una regina dai lunghi capelli neri, cavalca un tappeto volante guidata dal più puro dei sentimenti. Alle loro spalle, anni di intrighi e tradimenti fervono sulla promessa di vendetta, in uno scontro che sarà l’inizio di una nuova epoca.

Il re-fanciullo era arrivato laggiù per scatenare un incendio.

Magia e sentimenti reconditi fanno da sfondo ad un finale epico, dove le forze di due potenti armate si scontrano guidati da sogni di gloria ed illusori principi. I sotterfugi di corti sfavillanti saranno il campo di battaglia, un triste mostro il suo protagonista. La 3bella Shahrzad l’arma vincente. Renée Ahdieh la racconta storie che intrattiene per mille e una notte. La sola con poesia e un’invidiabile attenzione ai particolare, conduce tra porte d’oro, veste la seta più ricercata e i sandali più pregiati, crea un mondo nel quale i geni non si rinchiudono in lampade ma cavalcano serpenti volanti, la Califfa maneggia l’arco, il Califfo è vittima di una maledizione, pieno di rabbia, segnato da una tristezza profonda.

Il suo superbo, forte re. Il suo bellissimo, tristissimo mostro. Il ragazzo che amava più di quanto fosse in grado di spiegare.

Questa volta non ci saranno notti di luna piena, dolci brezze sulla pelle e storie sussurrate a lume di candela. Questa volta le parole lasciano spazio a trattative di pace, le candele a frecce infuocate, lo sfarzo delle stanze di un castello a lugubri tende smorzate dal vento del deserto. La dolcezza tra due amanti che imparano a conoscersi, che si scoprono nei dolori e segreti dell’altro, questa volta lottano per ricongiungersi, per porre definitivamente fine a vecchie diatribe, per spezzare le catene d’oro che da tempo mantengono legati. La magia più pura, quella che riporta al famoso genio della lampada, sarà la migliore amica e l’arma vincente di una ragazza ora regina, dal carattere acceso e 4guerriero che la contraddistingue, intenzionata a liberare l’amato dalla maledizione che lo ha reso un mostro. Un mostro dal cuore gentile, poco incline ai sorrisi, che si scioglie per una carezza data dalla persona giusta, un’anima ferita all’estremo delle forze. Con un ritmo incalzante, che lascia poco spazio all’immaginazione perché stupisce continuamente, pagina dopo pagina, Renée Ahdieh immerge in questa storia, ricca di emozioni e adrenalina, ponendo definitivamente fine a domande che nel primo libro hanno ingarbugliato la matassa. Saltando abilmente tra un punto di vista e l’altro, poesia e magia si uniscono e si allontanano creando atmosfere surreali, abbattendo le barriere dell’immaginario e ricreando un mondo ricco di colori dove fantastico è la parola vincente.

Khalid e Shahrzad ma anche vecchi e nuovi personaggi, accompagnano nei meandri più nascosti di due corti in lotta. Si schierano e sfoderano le loro armi migliori, si mettono a 1nudo in un finale che non lascia fiato a vinti e vincitori, che stupisce persino in un epilogo che promette grandi cose. Nulla è sicuro, ma ogni cosa troverà finalmente il proprio posto in quel grande puzzle che è la duologia di La moglie del califfo.

Anche tu hai una bella risata. È come la promessa di un domani

Il primo libro ha fatto sognare sulle dolci melodie di due sposi che da nemici diventano amici, confidenti, amanti e complici. Ha emozionato e svelato i retroscena di una credenza radicata, quella del mostro, che con docili passi avanti, ha mostrato la sua vera natura di califfo solo e distrutto, di una profonda tristezza. Ha entusiasmato seguendo i pensieri combattuti di una regina divisa tra ragione e cuore, tra ciò che prima sembrava giusto ed ora è solo un’insensata vendetta. In La rosa del califfo la ragione lascia spazio all’azione, i sentimenti sono ormai radicati, ed anche noi sguainiamo la Shamshir pronti a combattere.

“Quanto a lungo un uomo è tenuto a pagare per i proprio errori?”. Khalid rispose senza esitare. “ Finché non ha estinto fino all’ultimo dei suoi debiti.”

2

Lasciatevi ammaliare, lasciatevi incantare dalla magnificenza di un regno lontano. Lasciatevi trascinare dalla forza di una ragazza senza paura. Lasciatevi cullare dalla dolcezza di un ragazzo rinato. Lasciatevi trasportare insieme a Shahrzad e Khalid da quel tappeto volante che conosce le vostre debolezze e il vostro cuore, che vi porta dove volete essere. Aldilà dei monti, sopra deserti sconfinati, inseguendo la magia di storie raccontate alla luce delle stelle. Per mille e una notte.

Anche tu hai una bella risata. È come la promessa di un domani

Buona lettura, Franci!

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4 tazze

Il mio voto: l’epilogo che Shazi e Khalid meritano

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