Recensione • “Il mutafavole” di Antonio Carmine Napolitano

Ciao a tutti

Propositi per questa settimana: recuperare le tantissime recensioni lasciate indietro in questi giorni. Iniziamo con “ Il mutafavole” di Antonio Carmine Napolitano, pubblicato nella collana Pegaso di Edizioni Il Ciliegio.

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primaIl Mutafavole e l’Ombra del primo buio

di Antonio Carmine Napolitano


Editore: Edizioni Il Ciliegio

Dante è il giovane discendente di una nobile famiglia italiana segretamente impegnata per la lotta all’oscurità e alla custodia di manoscritti fuori dal comune. Catapultato in questo mondo magico, dopo aver ereditato alcuni talenti speciali, il protagonista della saga, imparerà sulla propria pelle che molte delle creature che abitano la fantasia umana sono reali. Alcuni scrittori, definiti Svela Mondi, infatti, hanno la capacità di far vivere queste creature fuori dai margini di carta. Quando la storia di una di queste creature fantastiche, però, viene dimentica o lasciata incompiuta dall’autore, questa può varcare autonomamente “la soglia” tra i mondi. Ed è in questo caso che intervengono le Associazioni come l’Accademia del Mastro Orologiaio di Praga che, con l’addestramento dei Sigilla Storia e dei Guardiani, si assicura un lieto fine a ogni storia. La trama s’infittisce di eventi man mano che Dante penetra più profondamente gli strati di questa nuova realtà, diventando egli stesso l’ago della bilancia tra il Bene e il Male: il ragazzo sarà conteso dalle due fazioni perché capace, secondo una profezia, di riscrivere qualsiasi storia con la sola forza della sua fantasia. Il talento di Dante diventerà l’ossessione di un antico demonio ridotto a pura ombra con sconfinate brame di potere. Costantemente braccato dalle forze oscure, il ragazzino affronterà un viaggio-fuga supportato da molteplici creature fantastiche e uomini di magia, tra cui spiccano l’amata Zia versata agli artefatti e alla scherma, il loro maggiordomo inglese con la capacità di trasfigurarsi in un lupo fulvo, il longevo Mastro Orologiaio rettore dell’Accademia, una driade con l’abilità di attraversare i fusti degli alberi, una spadaccina capace di manipolare i metalli, e molti, molti altri ancora…

Alla fine, però, sarà Dante e nessun altro a decidere per il proprio destino e a scoprire se il suo talento è un dono di vita o di morte.

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Ricordate le storie che i vostri genitori vi raccontavano la sera prima di andare a dormire? Oppure quelle che leggete ora che siete cresciute per risvegliare il bambino sopito dentro di voi, sempre avido di avventura, fantasia, mostri fantastici e mondi lontani? Avevano tutte un protagonista valoroso, magari un po’ impacciato all’inizio, che nel corso delle vicende dimostrava il suo coraggio. Fedeli aiutanti, amici, una famiglia sul quale crede, con la quale lottare ed esultare. Una causa per combattere, un obiettivo da raggiungere a tutti i costi.

Il lieto fine Antonio Carmine Napolitano non lo garantisce, gli alti elementi ci sono tutti e fanno la loro bella figura. Il mutafavole potrebbe essere uno di quei 14f32b4694f6a9005807924203576052libri da leggere la notte fonda, magari da vivere insieme a qualcuno, da seguire peripezie dopo peripezie, fino ad una conclusione che risveglia ancora più interrogativi, che vi lascia accontentati… ma per poco. Semplice, lineare, lo scrittore gioca magistralmente con le parole, rendendo così una storia indirizzata ad un pubblico più giovane, adatta anche a chi giovane non lo è più, ma si diverte ancora a combattere mostri e svelare misteri. Uno stile ricercato, curato nei minimi dettagli racconta di Dante e della sua allegra combriccola: un lupo, una driade ed un Plasmametalli. Una zia dall’animo forte ed un’accademia per creature fantastiche, abitata da personaggi di storie inventate e mai concluse. Di quelle storie nate da chi come Dante, ha il potere di creare destini, plasmarli o cambiargli direzione. Di rendere le parole realtà. Un potere unico, che fa gola a molti e che costringe Dante ad una rocambolesca fuga, tra Praga e Lione, pur di custodire e difendere ciò che gli appartiene e le persone (o animali) al quale vuole più bene.

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Azione ed adrenalina, personaggi che non sprecano neanche un minuto di calma: la storia è un susseguirsi da avvenimenti che non consentono di soffermarsi su ciò che c’è dietro. Sull’altro mondo composto da pensieri, caratteri, personalità che formano il personaggi. Se da un lato abbiamo un’attenzione maniacale all’ordine cronologico degli eventi, alle varie peripezie che i nostri personaggi sono costretti ad affrontare, come se non ne avessero mai abbastanza, l’altro lato della medaglia è costituito da una poca attenzione al personaggio in sé. Alle sue motivazioni, a ciò che gli passa per la testa e che poi si manifesta in azioni. La sua psicologia è quasi del tutto essente. Il libro a mio parere, si trova quindi in una forma di limbo. Una sfera psicologica più presente mixata con uno linguaggio perfetto, cavallo di battaglia dello scrittore, avrebbe sicuramente elevato Il mutafavole ad un livello superiore, adatto ad un pubblico molto più ampio ed adulto. La storia in sé invece, è perfetta per gli amanti di Percy Jackson: semplice, scorrevole, ricca di avventure. Detto questo, non fraintendete le mie parole: che siate giovani o meno giovani, è sempre piacevole estraniarsi in nuovi mondi, magari avere particolari poteri e lottare in battaglie fuori dal comune. Il mutafavole ve lo permette e quindi… Buona lettura!

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Il mio voto: carino e scorrevole

3 tazze buo

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