Recensione • ” Consigli pratici per uccidere mia suocera” di Giulio Perrone

Ciao a tutti

Questo inizio settimana si è rivelato più duro del previsto, dite la verità! Il cambio d’orario vi ha buttato definitivamente k.o.?  Perfetto, allora siete nel posto giusto. Il libro che voglio proporvi oggi risolleverà i vostri animi annoiati con una spensierata lettura, che sa di profonde riflessioni velate da una delicata ironia. Eccovi “ Consigli pratici per uccidere mia suocera” di Giulio Perrone, pubblicato ad inizio Marzo da Rizzoli. Una suocera di troppo? Beh continuate a leggere, il protagonista ne ha due, è l’uomo perfetto per darvi consigli.

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Consigli pratici per uccidere mia suocera

di Giulio Perrone


Editore: Rizzoli

Leo era sposato con Marta – seducente, comprensiva, i piedi ben piantati per terra – e con lei aveva un sogno, aprire una libreria. Poi ha conosciuto Annalisa – tenerissima, vitale, lo sguardo sempre rivolto al futuro – e ha mandato all’aria il suo matrimonio, iniziando con lei una nuova vita che sembrava finalmente appagarlo. Ma mettere radici non è il suo forte, tantomeno fare scelte definitive e impegnarsi troppo a lungo in qualcosa. Lo sa chiaramente, eppure non riesce a essere diverso. Così ha sentito Marta al telefono, si sono rivisti, hanno fatto l’amore, e adesso Leo si ritrova nella paradossale situazione di avere come amante… la propria ex moglie.Dividersi tra due donne che ti vogliono per sé e che si odiano può essere eccitante, ma alla lunga diventa una discesa infernale tra bugie, scuse improbabili, sensi di colpa e la consapevolezza di stare rimandando, insieme alle decisioni importanti, anche la possibilità di realizzare i propri sogni. Per Leo è arrivato il momento di scegliere – già, ma quale delle due? – e di certo non lo aiuta avere come unici modelli un padre che ha il vizietto del gioco e racconta d’essere stato la controfigura di Dustin Hoffman nel Laureato, e un datore di lavoro che lo assilla per sapere in che modo eliminare la propria suocera…

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C’è Marta, donna di carattere poco incline ai passi falsi, c’è Annalisa, dolce e premurosa, con un sorriso aperto sulle labbra. Ma c’è anche Dustin, alla ricerca del sogno americano tra un tavolo da gioco e loschi individui. E c’è un datore di lavoro opprimente ed egocentrico, con un unico obiettivo: uccidere sua suocera.  Leo invece è difficile trovarlo, troppo perso nei suoi sogni ad occhi aperti per dargli concretezza. Ed ancora l’amore per due donne, la voglia di riscatto e l’impotenza difronte ai problemi, contratti in bilico e strane richieste, partite a poker e macchine d’epoca. Con uno stile tagliente, che gioca con la crescita di un personaggio rendendola ironica e semplice, del tutto naturale, “ Consigli pratici per uccidere mia suocera” è la vita incasinata di un uomo cresciuto passivamente, rifiutando i sentimenti e scappando alle prime avvisaglie. È la storia di chi nei problemi ci cade con tanto di sgambetto e volo a rallentatore, ma all’ultimo secondo allunga le mani per sorreggersi. È la storia di chi a terra ci rimane, per rimpiangere il momento prima della caduta, poi si rialza e ricomincia a camminare, magari sbagliando strada.  Magari indovinandola, sempre con il timore che quella però, non sia la sua vera meta.  È la storia di un uomo, ad un bivio, che per la prima volta sarà costretto a prendere in mano la sua vita e a fare scelte, a decidere chi portare con sé e chi lasciare indietro.

Una pedina nelle mani di un piano più grande di lui, Leo è un apatico sostanzialmente, superficiale se lo vediamo in un certo modo, che preferisce lasciarsi andare alla corrente invece di nuotare. Indipendentemente se questa può condurlo alle porte di una città o sulla spiaggia di un’isola deserta. Ad essere meno passiva è la sua voglia di ribellarsi, la sua mente in continuo movimento ideatrice di nuovi mondi. È un lettore che nella testa ha tutta una vita, nella realtà la sua vita la fa vivere a qualcun altro. È difficile cogliere la tempesta quando si è sottacqua. Nel momento in cui risale in superfice, si rende conto che quello che ha costruito è un puzzle di imbrogli e bugie, di subordinazione e poche prospettive. Che con lentezza ma irremovibile, gli stringe la gola e lo soffoca. Dice basta e decide di ribellarsi. Una ribellione individuale, una pace che deve raggiungere con se stesso ed i suoi sogni accantonati. Ed una ribellione con il mondo. Punta i piedi a terra e fa delle scelte, molto più semplici da prendere ovviamente se avesse qualcuno che lo guidi.  Ma chi seguire? Le due donne, l’ex moglie ora amante o l’amante ora fidanzata? Potrebbero se non avessero già un piano per lui senza possibilità di cambiamenti. Il padre scomparso per anni, tornato su una macchina d’epoca con una fantomatica storia da controfigura di Hoffman? Meglio lasciarlo ai suoi sporchi affari. Il datore di lavoro o i suoi colleghi? Quest’ultimi sarebbero pronti a farlo fuori pur di avere meno concorrenza, il primo è immerso nel folle progetto per la suocera per dispensare consigli. Solo la strizzacervelli riuscirà a far cadere parte di quel mondo costruito, a regalargli spiragli di luce e riflessioni, a poco a poco troppo pesanti per essere ignorate. Il lavoro grosso questa volta però spetta a Leo. Ne sarà in grado? L’autore ci lascia nel dubbio fino alla fine e pure allora, ci lancia la palla dando a noi la possibilità di schierarci, di credere in quel personaggio, maturato sotto i nostri occhi, oppure di farlo ricadere nei suoi primordiali errori.

Giulio Perrone ha uno stile pulito, lineare, tagliente sotto certi versi, godibile con una semplicità disarmante. Le parole scorrono via, avvantaggiate da un personaggio che si apprezza, si compatisce, col quale è facile fare a cazzotti o uscire a bersi una birra la sera. Vaga tra l’apprezzabile ed un’irritante testardaggine, tra una comprensibile ed una fastidiosa tendenza alla fuga. All’evitare situazioni indiscrete. Il lato che di lui si accetta influenza poi il modo di vedere i personaggi che interagiscono con lui. Una continua oscillazione e vi avviso, non ne arriverete a capo. Su tutto però, una sola cosa è abbastanza certa: con un personaggio come Leo, una suocera di troppo potrebbe aver trovato il genero perfetto-burattino, oppure una bomba ad orologeria che sta esaurendo i secondi. Secondo voi, Leo quale potrebbe essere?

Buona lettura, Franci!

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4 tazze buo

Il mio voto: Suocera avvisata, mezza salvato.

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2 thoughts on “Recensione • ” Consigli pratici per uccidere mia suocera” di Giulio Perrone

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