Recensione in anteprima • ” Flower ” di Elizabeth Crafr e Shea Olsen

Ciao a tutti

Con circa 10 kg in più, eccomi a parlarvi di una prossima uscita, in arrivo in libreria dagli inizi di Gennaio 2017. “ Flower “ di Elizabeth Craft e Shea Olsen sarà disponibile dal 2 Gennaio 2017 per Newton Compton.

Ne approfitto per rinnovare i miei auguri di felici e dolci feste. Ricche di libri 🙂

flowerFlower

di Elizabeth Craft e Shea Olsen


Editore: Newton Compton

Data d’uscita: 2 Gennaio 2017

Charlotte vive con la nonna ed è una ragazza con la testa sulle spalle: bravissima a scuola, lavora in un negozio di fiori per pagarsi gli studi e nel tempo libero si prepara per l’ammissione alla prestigiosa università di Stanford. È molto concentrata e non si concede distrazioni, niente uscite serali e soprattutto niente ragazzi: la sua più grande paura è infatti quella di fare la fine di tutte le donne della sua famiglia, che hanno rinunciato a seguire le proprie aspirazioni a causa dell’amore. Una sera, all’ora di chiusura, entra nel suo negozio un misterioso e affascinante cliente, ombroso ma gentile, che le fa strane domande. Nonostante ne rimanga colpita, Charlotte è sicura di non rivederlo mai più… E invece la mattina dopo le viene recapitato in classe un mazzo di rose purpuree, i suoi fiori preferiti. A mandarglieli è stato proprio Tate, il ragazzo della sera prima, che inizia a corteggiarla in modo molto discreto ma deciso. Charlotte, dopo le resistenze iniziali, decide di uscire con lui per una sola sera. Ma appena fuori dal ristorante vengono assaliti da folla di paparazzi che grida il nome di Tate… Chi è davvero quel misterioso ragazzo e cosa nasconde dietro quei bellissimi occhi malinconici?

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Lei con l’amore non vuole avere nulla a che fare, lui dell’amore ha paura. Il destino li fa incontrare, la vita vuole dividerli. Sarà l’amore abbastanza forte da rimarginare ferite e fortificare rapporti?

L’amore per Charlotte è un viandante senza nome che intrappola con i suoi incantesimi e lascia ferite profonde. Le donne della sua famiglia ne sono sempre state vittime, hanno messo la loro vita nelle mani di questo sentimento rimanendone costantemente scottate. Charlotte vuole dare un taglio a questa vena sfortunata che sembra perseguitarle dichiarando apertamente off-limits i ragazzi. Il suo piano prevede studio, un lavoro per pagare la prestigiosa Stanford e zero amore. Una ragazza con la testa sulle spalle che però non ha messo in preventivo l’imprevedibilità del destino e quanto esso adori giocare con le persone.

A farla vacillare sarà Tate, dolce ed enigmatico, che con una strana insistenza riuscirà a scalfire quel piano tanto metodico di Charlotte. “ Rose purpuree. […] è l’unica rosa che non cerca di essere qualcosa che non è. È bellissima e sincera, ma le persone non la scelgono mai. “ Tate flower-di-elizabeth-craft-shea-olseninvece le sceglie, ne ordina a decine, diventano le sue rose preferite. Imparerà a non ferirsi con le spine, ne resterà affascinato e indissolubilmente legato. Ma anche lui nasconde un segreto, un mondo tutto suo e quando la realtà viene a galla, contenerla diventa impossibile.

Se c’è una cosa che non sopporto sono i libri con un grande potenziale sfruttato però nel modo più sbagliato possibile. Flower è uno di questi. Una storia valida, non molto originale ma comunque di interesse, raccontata in modo scialbo e superficiale da farla scadere nel più tipico degli stereotipi: storie di adolescenti per adolescenti. Un gran peccato considerando che ha anche una copertina niente male. Ma andiamo per gradi. Di fondo c’è la voglia di una ragazza, vissuta fino ad ora tagliando ogni rapporti con il mondo esterno, soprattutto maschile, di iniziare a vivere sostanzialmente. Charlotte è cresciuta con la convinzione che l’amore potesse solo mettere un freno ai suoi desideri, o meglio all’obiettivo di autonomia. Di desideri ne parla poco quanto niente, in lei c’è principalmente l’utopia del buon lavoro, che la renda economicamente autonoma. E a questo punto già qualche alzata d’occhi inizia ad esserci. Una ragazza di sedici anni che fa discorsi simili, anche se alle spalle ha una famiglia come la sua- che certo non è quella del Mulino bianco ma non giustifica tutta la sua drammaticità –  sembra un po’ forzato. Non ci sono sogni in lei, accenna ad una piccola passione ma sono solo parole al vento che non trovano riscontro lungo la storia. Appena quindi assapora un po’ d’aria fresca grazie a Tate, ovviamente ne diviene dipendente e ne vuole sempre di più. Mi è piaciuto molto in questo punto, la rinascita che compie la protagonista. La sua maturità nell’affrontare situazioni nuove e nel trarne sempre un insegnamento. Anche la decisione di mettere prima i propri interessi e poi quelli altrui merita un applauso. Ad essere sconclusionato a mia avviso, sono le premesse con cui inizia tutta questa rinascita. Una ragazza tagliata completamente fuori da una qualche minima vita sociale da non riconoscere la popstar più famosa al mondo?  Non esageriamo. Anche mia nonna riconoscerebbe Justin Bieber.

Ma il tango della seduzione si balla in due e il partner questa volta sbaglia tutti i passi. Dopo un’entrata in scena degna di nota, con tanto di mistero, suspense e fuochi d’artificio, non può mettersi a giocare a nascondino senza spiegare le regole alla ragazza. Ci prova, si tira indietro, ricompare ma ha dei dubbi: insomma insicuro quando vuoi ma se il tuo intento è quello di affascinare stai proprio sbagliando strada. Scherzi a parte, Tate è uno di quei personaggi che potrebbe trasportare un bagaglio molto interessante. Il suo però si perde negli inutili ripensamenti in cui coinvolge la protagonista. La scrittrice non lo caratterizza alla perfezione, fa intendere un passato che rende il tutto ancora più eccitante, ma lo abbandona alla deriva, dimenticandoselo lungo la storia. Poco sostanza, un ragazzino che non sa cosa vuole ma lo pretende subito. Un personaggio che non convince, per niente.

Le varie note stonate creano quindi una storia che leggerete in poco tempo, che divorerete con la voglia di scoprirne la fine, ma al contempo, se vi soffermaste sui buchi neri, lascereste dopo pochi capitoli. Personaggi dallo spessore quasi inesistente ed un filone narrativo ricco di incongruenze e dimenticanze, di spunti buttati lì a fare scena e non approfonditi. Cosa che al contrario avrebbe giovato non poco. Per un libro scritto a due mani, mi aspettavo molto di più. Nel complesso, se siete ancora vittime di parenti e i loro cenoni, tra un pasto e l’altro aggiungete qualche capitolo, vi terrà volentieri compagnia.

Buona lettura, Franci!

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3 tazze buono

Il mio voto: Tanto potenziale sprecato

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