Recensione in anteprima • ” Gus. L’altra metà del cuore” di Kim Holden

Il finale cheCiao a tutti

Premetto che ho letto questo libro con gli occhi pieni di lacrime dall’inizio alla fine, quindi non urlatemi contro se non capite una parola della recensione. Ve la riassumo in un singolo obbligo: leggetelo. Il libro in questione è il seguito di Bright side della scrittrice Kim Holden, “ Gus”, disponibile dal 1 Dicembre per Leggereditore.

Prima che continuate a leggere, vi avviso che la recensione è free spoiler, tuttavia contiene dei riferimenti al primo libro abbastanza espliciti che potrebbero rovinare la storia a chi ancora non lo ha letto. Detto questo, buona lettura!

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Gus

di Kim Holden


Editore: Leggereditore

Data d’uscita: 1 Dicembre 2016

Lei non era solo la sua migliore amica; lei era la sua metà… L’altra metà del suo cervello e della sua coscienza, l’altra metà del suo senso dell’umorismo e della sua creatività, l’altra metà del suo cuore. Come si può tornare a essere quello che si era prima, quando la parte più importante di noi stessi se n’è andata per sempre? Gus è un ragazzo fragile, arrabbiato con il mondo e con il destino che gli ha sottratto la persona più cara, colei che arricchiva il suo tempo e dava linfa alla sua musica. A riempire le sue giornate ora ci sono solo l’alcool, le ore passate con la sua band e le avventure di una sera con qualcuna delle sue numerose fan, anche se Gus sa che non può essere questo a risarcirlo di ciò che ha perso. Quando anche il più debole barlume di luce è sul punto di spegnersi, il destino sembra però restituirgli quello che un tempo gli ha tolto. Chi è Scout veramente? Cosa nasconde nel profondo del cuore la sola persona al mondo che può salvarlo?

Questa è la storia di Gus. Si perderà. Si ritroverà.

E guarirà lungo il percorso.

 ●••○••●

Come si può tornare indietro e fare le stesse cose di tutti i giorni, quando la tua metà se n’è andata per sempre?

La morte fa schifo. Perdere qualcuno fa schifo. Perdere qualcuno che si ama profondamente fa davvero schifo.

Rabbia, rancore, odio, dolore e poi ancora rabbia e ancora dolore, fino a quando i sentimenti annebbiano il razionale e la mente vaga da sola. O meglio cerca di non vagare perché altrimenti ricorderebbe, altrimenti scuoterebbe solo quei momenti di pura gioia, quei momenti di amore in cui Bright side e Gus erano un’unica persona. Un unico cuore.

Kim Holden non fa sconti di emozioni nel seguito di quello che è stato uno dei libri più strazianti della scorsa estate. Ci ha fatto affezionare a personaggi potenti e delicati: abbiamo condiviso con loro risate, dolcezze ed uno acutissimo dolore. In Bright Side ci siamo goduti la luce rosa dell’alba, abbiamo riso sotto il sole pungente del giorno, per 15944451-_sy540_lasciarci andare ad una nostalgica tristezza al tramonto. Questa volta invece, non c’è luce, non c’è alba. Questa volta la storia è in totale ombra, è l’oscurità della notte quando i mostri fanno paura e i suoni vengono amplificati. Questa volta la speranza è difficile da vedere. Come è difficile pensare che in mezzo a tanto dolore, il sole possa prima o poi sorgere. Tornerà la luce?

Kate non era semplicemente la sua migliore amica. Una figura sempre costante, presente nella sua vita, fonte inesauribile di ottimismo e voglia di vivere. La sola in grado di rischiarare con un sorriso le giornate più buie. Era l’altra metà.  Ora Gus deve fare i conti con un vuoto straziante, con la consapevolezza che quella risata cristallina non lo risponderà dall’altro capo del telefono. Che nessuna voce squillante lo rimproverà quando starà fumando. Quando l’unica persona che ha sempre amato lo lasciato solo con una sfilza infinita di ricordi, dovrà imparare a sopravvivere e poi, a piccoli passi, a vivere.

Dovrà  ricominciare a camminare, a stare al mondo consapevole che nulla, da questo momento, avrà più la stessa luce.

È la storia di Gus che questa volta viene raccontata. Il suo percorso che come un diario segreto, si offre ai nostri occhi svelando gli estremi più toccanti, quelli da pelle d’oca e calde lacrime. Un dolore sordo traspare dalle sue parole, dai suoi gesti, dall’irrefrenabile the_hunna02_website_image_fyxe_standardvoglia di annullare e annullarsi, di spegnere il mondo e le sue conseguenze. L’alcool come unica via d’uscita. Gus non vede sbocchi e infondo, non gli interessa trovarli. Dopo che tutto ciò in cui avevi creduto, la sola cosa in grado di mantenere in piedi il tuo mondo, ti lascia solo, come puoi impedire alla tua vita di sgretolarsi come sabbia? Persino la musica, porto sicuro, ha perso quell’alone di magia che l’ha sempre contraddistinta diventando mere note senza significato.

È in questo stato di completo abbandono che iniziamo il viaggio di Gus, da un profondissimo tunnel alla speranza in fondo ad esso, che sembra giorno dopo giorno, un po’ più raggiungibile. Delicato, estremamente toccante, perché particolare è la situazione, Kim Holden non smentisce le aspettative ma soprattutto le caratteristiche che sapientemente aveva costruito su Gus nel primo libro. Un personaggio dal cuore d’oro soprattutto, che soffre come nessuno mai. Dolce, gentile e premuroso sono aspetti che lo accompagneranno dai momenti più bui a quelli meno dolorosi, sempre costante con i suoi principi anche quando le circostanze lo mettono alla prova.

210c13454147a4669542665646f03fb8L’entrata in gioco di Scout poi, sarà il definitivo trampolino di lancio, quella spina in più ad affrontare definitivamente il dolore. Una presenza di sottofondo, la quale influenzerà a piccoli passi, senza alcuna invadenza. Scout non sarà la nuova Bright Side, non la sostituirà né per Gus, né come personaggio in sé. Anche lei custodisce segreti dal quale tenta disperatamente di scappare; anche lei ha pezzi da ricostruire e assemblare. Non è vitalità pura, né gioia costante, non è la Kate che prorompente irrompeva sulla scena illuminandola. È ferita e arrabbiata, soprattutto determinata e forte. Saranno proprio queste caratteristiche a condizionare Gus, a farlo uscire dal guscio mettendolo costantemente alla prova. Bright Side ha fatto di Gus l’uomo che è oggi, Scout ha il compito di riportarlo a galla, di farlo rinascere. È indispensabile per la formazione del ragazzo, tuttavia non la vedrete mai protagonista indiscussa dell’azione. È sempre Gus a condurre, Scout sarà l’assistente che lo striglia quando sta per crollare. La sua baby-sitter appunto.

Gus risponde al mio sorriso, e so che starà meglio. Questo
era un passo che doveva fare, ma non l’ha semplicemente fatto,
ci si è buttato a capofitto. Ha tirato fuori tutto il dolore.
E la parte migliore è che… lui ne è consapevole.

Egoisticamente avrei preferito che Kim Holden inserisse più Bright side nella sua storia, soprattutto nel finale. I ricordi che ha di lei Gus saranno i momenti che più vi faranno piangere e vi renderanno felici. Mi rendo conto che la vita però va avanti, specialmente per un ragazzo come il nostro migliore amico, che tra tutti merita sicuramente un lieto fine. Una resurrezione la sua, il fare delle ferite dolci ricordi da custodire nel profondo del proprio cuore. Al termine del suo percorso, la memoria di Kate per Gus saranno divertenti aneddoti, spensierate risate da tenere strette o condividere che le tante persone che Bright side ha inevitabilmente segnato.

Fuori, mi fermo all’improvviso. Il sole sta tramontando. È come un incendio nel cielo. Brillante. Scintillante. Arancione. Il mio sorriso si espande mentre il sole termina la sua discesa e ci tuffa nel buio. È stata di sicuro Bright Side a organizzare questo spettacolo per noi. < Grazie, ragazza mia. >

Si può tornare indietro e fare le stesse cose di tutti i giorni, quando la tua metà se ne è andata per sempre?

Non si torna indietro, non si cambia quello che il destino ci ha riservato, Gus però ci insegna a fare dei momenti, preziosi ricordi con i quali affrontare l’avvenire. Sarà duro, sarà ripido, ma alla fine del tunnel ci sarà sempre una luce ad attenderci. Bisogna lottare.

●••○••●

4 tazze buo

Il mio voto: Il finale che Gus  merita

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gus

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