Recensione ” Sei ore e ventitré minuti” di Domitilla S. Di Pietro

Ciao a tutti

Il libro di cui vorrei parlarvi oggi, per i tremi trattati, discosta parecchio dai libri che siete soliti trovare sul mio blog. Con ciò non voglio assolutamente relegarlo ad un ruolo di secondo piano, al contrario: il libro tratta un tema talmente delicato quanto universale, che personalmente mi sento del tutto insignificante in confronto. A fatica sono riuscita a mettere insieme i pensieri che troverete inseguito proprio perché “ Sei ore e ventitré minuti “ di Domitilla Shaula Di Pietro racconta una storia di cui difficilmente se ne parla con il giusto rispetto e quando lo si fa, ti lascia con una voglia incredibile di agire, un senso di impotenza e un grande odio.

41yxno0osl-_sx326_bo1204203200_Sei ore e ventitré minuti

di Domitilla Shaula Di Pietro  


Editore: Time Crime

Settembre, è notte nella campagna toscana. Frida è irrequieta e ha voglia di camminare. Si sente sicura, conosce quei luoghi e non ha paura. Afferra uno scialle mentre il cellulare le sta squillando, non se ne accorge ed esce. Pochi passi, un rumore di foglie calpestate, e Frida viene afferrata da dietro, trascinata in un casolare, legata a un letto per sei ore e ventitré minuti. Se urla, l’ammazza, se non fa come dice lui, aumenta il dolore. L’unico modo per sopravvivere è isolare la mente e volare lontano dove non c’è traccia di tutto quel sangue… Cosa sarebbe successo se avesse risposto al telefono? Quale destino le avrebbe riservato il futuro? Avrebbe evitato l’orrore di quella notte che l’ha segnata per sempre? Con l’abile tecnica dello sliding doors, Domitilla Di Pietro racconta la sua drammatica storia, una violenza subita anni fa per una notte intera, il dolore fisico e la profanazione mentale, la morte del cuore e la sua resurrezione, ipotizzando anche un’altra vita, fatta di sogni e problemi quotidiani. Ma non sempre quello che sembra destinato a essere più rassicurante è ciò che ci rende più forti e profondi.

 ●••○••●

Il libro del coraggio. Magari l’idea dell’autrice era quella di denuncia, magari per lei è stato semplicemente uno sfogo. Il dare libertà a ciò che ha passato attraverso delle parole scritte. Non lo so, questo potremmo chiederlo all’autrice stessa, una cosa però è certa: se c’è un sentimento, un filo invisibile che lega gli avvenimenti, quello è la speranza. La speranza di andare oltre, la speranza di ottenere giustizia, la speranza che quel dolore insopportabile possa essere sfruttato per trarre dal male qualcosa di buono.

Campagna toscana. In una vacanza con la famiglia, Frida, moglie e madre di due bambini, viene rapita e violentata per una notte. Per sei ore e ventitré minuti. 0:00 alle 6:23. Spogliata, legata ad un letto, minacciata con un coltello e violentata. Poi lasciata al freddo di una foresta con un vestito a brandelli ed una minaccia.

Cosa sarebbe successo se avesse risposto al cellulare invece di uscire di casa?

Con la suggestiva ed in questo caso devastante tecnica dello sliding door, Domitilla ci fa viaggiare su due binari differenti quanto paralleli, per mostrarci le due facce di una medaglia. Frida si sdoppia in una ragazza che ormai sopravvive invece di vivere, che a tentoni e speranza, cerca un sollievo da quel male devastante. Ed in una Frida che il male lo vive in altre occasioni, in situazioni dalle soluzioni differenti, che giungono ad un inesorabile epilogo.

La violenza sulle donne trattata con un rispetto senza eguali, la storia di Domitilla ha l’incredibile potere di mostrare senza censure quanto l’uomo possa essere crudele. Di infondere in chi legge, una rabbia sovraumana, la frenesia di azione, di chiudere il libro e passare ai fatti. Ma soprattutto di dimostrare quanto una donna, inconsciamente e nel modo più genuino possibile, possa essere una roccia contro il mondo. Attaccata, scalfita da potenti onde ma nel contempo solida nella sua posizione, invincibile. Uno di quei libri che rende orgoglioso il sesso “debole”.

Dirvi che è bello rischierebbe di sminuire il valore di questo libro. Bello è un fiore, una carezza, un bacio o una parola sussurrata con tenerezza. Bello lo si direbbe a qualcosa di delicato. Non sono belli i sentimenti che nascono dal male, non sono belle le azioni di menti corrotte. Il libro è potente, è un bomba che esplode travolgendo chi lo legge, lasciandolo steso a terra. È vero: ti sputa in faccia la realtà e ti mette davanti ad una scelta. Sarai vincitore o vinto?  

Sarà Frida a darci la risposta, la coraggiosa umana Frida, che inconsciamente e con un’invidiabile naturalezza, ispira una voglia di vivere ed una tenerezza da riempire un intero libro. Su due strade diverse, una in cui gioca molto il destino, l’altra la propria determinazione, la storia di Frida ci conduce in passi falsi, cadute, porte sbattute in faccia. Ci rivela i retroscena di eventi di cui sempre più spesso sentiamo parlare negli ultimi tempi. La delusione, l’insicurezza, la perdita di fiducia che sei ore hanno il coraggio di scatenare. Un pacchetto completo regalato alla protagonista, messo nelle sue mani e lasciata poi a farne i conti. Si può continuare a vivere? O la sua sarà solo una stentata sopravvivenza?

Come due strade, anche la doppia esistenza di Frida giungerà poi ad un limite. Ad un inesorabile epilogo che vi farà ancor più capire quanto importante sia la vita. Quanto coraggio serve per viverla. Quanto sei ore e ventitré minuti possano distruggere e costruire e quanto con speranza, determinazione e desiderio, in fondo al tunnel ci sarà sempre la luce.

Ho provato a descrivervi Sei ore e ventitré minuti, ma per libri simili le recensioni si annullano ancora prima di essere scritte. Domitilla, con una delle armi più potenti di cui l’uomo dispone, la penna, si rivolge a chi come lei ha subito violenze, infondendo coraggio. Si rivolge alle donne che fortunatamente, non hanno mai conosciuto questa fetta degradata di mondo, infondendo consapevolezza. Leggetelo, e se non volete, consideratelo un mio obbligo. Poi vi interrogo anche!

Buona lettura, Franci!

●••○••●

Il mio voto: LEGGETELO

5 tazzee

●••○••●

Acquista il libro qui sotto:

41yxno0osl-_sx326_bo1204203200_

Annunci

2 thoughts on “Recensione ” Sei ore e ventitré minuti” di Domitilla S. Di Pietro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...