Anteprima di ” Sei ore e ventitré minuti ” di Dimitilla Shaula Di Pietro

Perché non sempre quello che sembra destinato a essere più rassicurante, è ciò che ci rende più forti e profondi…

Ciao a tutti

Con questa frase voglio presentarvi il libro in uscita oggi 29 Settembre, per TimeCrime ( marchio del Gruppo Editoriale Fanucci). Tratto da una storia vera,“ Sei ore e ventitré minuti” di Dimitilla Shaula Di Pietro è il calvario di una giovane donna costretta a subire la violenza,quella viscerale e profonda, che spezza le vite, l’inadeguatezza ed infine la lentezza di una giustizia indifferente.  Scuote i sentimenti fin dalla loro radice, Sei ore e ventitré minuti è il tempo che Frida passa nelle mani del suo carnefice, nella notte in cui, tra la compagna toscana, viene rapita e trascinata in un casolare. Nella notte in cui la sua vita, cambia drasticamente.

… E perché bisogna avere il coraggio di denunciare, sempre.

 Con la singolare ed in questo caso, ancora più d’impatto tecnica dello sliding doors, Dimitilla Shaula Di Pietro ci mostra quale destino le avrebbe riservato il futuro, se le cose quella fatidica notte avessero preso una piega completamente diversa. Il semplice rispondere ad una telefonata, avrebbe potuto cambiare le sorti di una persona?

Una lettura non semplice, perché non è mai semplice parlare o anche ascoltare gli orrori di cui l’umanità si macchia ( ultimamente sempre più frequentemente) come la violenza sulle donne. Un orrore che va contro ogni logica, che non ha logica, perché il male non è giustificato. In nessun caso.

A presto, Franci!

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9788866883098Sei ore e ventitré minuti

di Dimitilla Shaula Di Pietro


Editore: Fanucci Editore, TimeCrime

Data d’uscita: 29 Settembre 2016

Sinossi

Settembre, è notte nella campagna toscana.

Frida è irrequieta e ha voglia di camminare. Si sente sicura, conosce quei luoghi e non ha paura. Afferra uno scialle mentre il cellulare le sta squillando, non se ne accorge ed esce. Pochi passi, un rumore di foglie calpestate, e Frida viene afferrata da dietro, trascinata in un casolare, legata a un letto per sei ore e ventitré minuti. Se urla, l’ammazza, se non fa come dice lui, aumenta il dolore. L’unico modo per sopravvivere è isolare la mente e volare lontano dove non c’è traccia di tutto quel sangue… Cosa sarebbe successo se avesse risposto al telefono? Quale destino le avrebbe riservato il futuro? Avrebbe evitato l’orrore di quella notte che l’ha segnata per sempre?

 Un romanzo che racconta il dolore fisico e la profanazione mentale, la morte del cuore e la sua resurrezione, ipotizzando anche un’altra vita, fatta di sogni e problemi quotidiani; perché non sempre quello che sembra destinato a essere più rassicurante, è ciò che ci rende più forti e profondi.

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Domitilla Shaula Di Pietro è nata e cresciuta a Roma. Si sposa poco più che ventenne e dedica la sua vita ai figli. A quarant’anni diventa pittrice quasi per caso, riscuotendo fin da subito un buon successo. Dopo due sceneggiature scritte per il cinema, Sei ore e ventitré minuti è il suo primo romanzo

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