Segnalazione • ” Come un’isola ” di Monika M.

Ciao a tutti

Donne a rapporto! Il libro che vi propongo oggi è per il popolo femminile…  ma non solo!

Sapete come si dice “ Italian do it better” e questo libro è l’ennesima dimostrazione di un made in italy che riserva sempre piacevoli sorprese. Si intitola “ Come un’isola “, esordio di Monika M. Vi lascio con le parole della stessa scrittrice e la trama di una storia di donne, relazioni e crescite.

Il romanzo nasce da un mio reale ricordo d’infanzia .  Mi sono in seguito chiesta se non fosse il ricordo di una vita precedente , l’annegamento era una delle prove che le accusate di stregoneria dovevano affrontare per dimostrar la loro innocenza , uscendone assolte , ma morte! Come un’isola è la ricerca , da parte della protagonista Lucrezia , dell’identità di quella donna che lei sa esser stata un tempo. Ma come riportare alla memoria ciò che appare cancellato per sempre?… Deciderà così di avvalersi di un moderno e sadico carnefice per rivive le torture allora messe in uso dalla Santa Inquisizione . Nulla andrà però come lei aveva programmato , Victor non è il corpo che vuole torturare , ma l’anima! Fragile cristallo imballato in una corazza ormai crepata Lucrezia andrà in pezzi , si può amare chi ci fa volutamente del male ? Si ! Si se è vero amore , ma amare chi non ci ama è un suicidio e Lucrezia vuol vivere !

Buona lettura, Franci!

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51deLvE9wnLCome Un’isola

di Monika M.

 


Come un’isola è forse scritto unicamente per noi donne , noi donne che ci amiamo così tanto da saper amare in modo unico, senza però tradirci mai . E’ una storia d’amore non convenzionale, complessa, forse malata, tenace , che rivela la fragilità e la forza stessa della protagonista. E’ un invito a darci una possibilità anche quando tutti i segnali indicano pericolo, vivere un amore sapendo che si verrà feriti non per ingenuità ma per coraggio, vincendo la paura del dolore che sappiamo arriverà ma che sarà nulla confrontato ad una assenza di rimpianto. E’ consapevolezza di sé, è controllo, è scelta . Lucrezia , la protagonista, allineerà la sua vita a quella di Victor convinta di poter, come sempre nella sua vita, controllare tutto . Nulla sarà più diverso da ciò che lei aveva pianificato fino a conoscere la travolgente ribellione, fiera del suo orgoglio ingaggerà una guerra con il suo stesso cuore per non concedersi ad un amore non corrisposto . Si tufferà volontariamente in due occhi crudeli e belli sapendo che vi troverà la morte per annegamento, consapevole che quel che dopo l’aspetterà non sarà più vita , ma sopravvivenza scandita da una inguaribile mancanza, dettata però dalla libertà della scelta fatta . Siamo spesso schiavi dei nostri limiti , ma quanto di noi siamo disposti a tradire per oltrepassarli ? << Non bisogna mai partire da un risultato , se lo facessimo tutto sarebbe falsato , ogni gesto e pensiero mutato dal desiderio di giungere dove si è stabilito e non dove veramente siamo attesi… sei enigma e mistero che vivrò per sempre o forse mai più… >> Lucrezia da Come un’isola di Monika M.

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 La scrittrice ci regala le prime pagine del libro…

Ferma, accanto al treno appena arrivato, si guardò attorno spaesata . L’odore di bruciato che proveniva dai binari, unita all’agitazione che provava ed allo stomaco ormai vuoto, le dava la nausea . Per l’emozione non aveva mangiato nulla oltre la colazione ed era ormai ora di cena. Sospirò pesantemente facendosi coraggio ed afferrò il manico del trolley rosa che aveva portato con sé . Lo aveva pregato di non tardare , l’idea di star sola in stazione la agitava e credendo ormai di aver capito il tipo , aveva preferito dargli appuntamento in un bar subito fuori la stazione , lì seduta ad un tavolo, invisibile alla curiosità altrui, si sarebbe sentita meno nervosa . La vista dell’orologio della stazione fermo alle 10,25 fu un ulteriore colpo allo stomaco ,socchiuse gli occhi , deglutendo e scacciando quel senso di smarrimento e dolore che affiorava assieme alle immagini indelebili della strage lontana , ma mai dimenticata .

Ordinò un succo di frutta e, per non fissare ogni avventore che entrava nel bar come una disperata, tirò fuori dalla borsa il libro che aveva portato con sé , Orgoglio e Pregiudizio , distratta si immerse in un ennesima lettura del romanzo che conosceva a memoria . La gonna corta di jeans veniva costantemente sistemata dalla sua mano nervosa , seduta le sembrava fosse troppo corta e non faceva che tirare l’orlo verso il ginocchio , nel vano tentativo non si sollevasse nuovamente .Gli anfibi bianchi e le calze parigine dello stesso colore si intonavano alla carnagione nivea delle gambe, in vita sua non aveva mai passato una sola ora a prendere il sole e la sua pelle era di un pallore quasi innaturale. Un veloce sguardo all’orologio , con al centro delle lancette la marca del caffè servito nel bar , le annunciava che come temeva e si aspettava lui era in ritardo. Cominciò a sbuffare indispettita , neanche al primo appuntamento riusciva ad esser puntuale , come non lo era stato neanche a quelli telefonici che avevano preceduto quell’incontro . Telefonate preparatorie che lui aveva sapientemente dilazionato e centellinato in tutto l’arco dell’anno che era trascorso dal primo contatto tra loro.

-Questo lo offre il signore lì al bancone- si sentì dire dall’impacciato barista , improvvisatosi cameriere .

Alzò lo sguardo sorpresa e guardò l’uomo ad occhi sgranati. Imbarazzata agitò la mano in un gesto di rifiuto categorico , guardandosi attorno nella speranza che lui arrivasse . Niente affatto scoraggiato lo sconosciuto afferrò la birra che stava consumando al bancone e si diresse verso di lei. La bottiglia di Corona venne poggiata vicino al suo libro facendola sobbalzare di sorpresa mentre questo si sedeva al suo tavolo , fissandola con occhi attenti.

-La prego , sto aspettando una persona ….- lo informò impacciata .

Si perse in due occhi scuri e severi , esigenti , che trasmettevano una sensazione di inflessibilità , il corpo che appariva duro come il marmo infondeva sicurezza , perfettamente a suo agio sedeva rilassato sulla sedia davanti a lei , mentre la bocca appena schiusa , morbida allo sguardo ,sembrava attendesse qualcosa .

-Lo so…-si limitò a dire .

Lucrezia in imbarazzo cercò un modo di liberarsi dall’invasore , agitata afferrò il libro cercando di riporlo velocemente nella borsa aperta sulla sedia accanto , scorgendo il sorriso divertito di lui nel leggerne il titolo.

  • Respira…. – continuò lui mentre lei al suono di quella parola si bloccò del tutto.

Quella parola , la voce , solo ora la riconosceva . L’aveva ascoltata circa un anno prima per la prima volta al telefono , ma il volto no , non era quello che lei o meglio la sua fantasia aveva immaginato . Era bello , molto più bello di quel che aveva creduto. Ingannata forse dall’età di lui lo aveva immaginato molto diverso e maledisse il suo dar per scontato quel dettaglio non ininfluente, lui non avrebbe dovuto essere affascinante o meglio lei non doveva ritenerlo tale . In attesa lui le sorrideva divertito. Nonostante le fosse seduto davanti Lucrezia avvertiva una distanza siderale da lui , come se tra loro ci fosse una coltre di spesso ghiaccio a dividerli e non solo la immaginava , ma le sembrava di percepirne il gelo sulle braccia nude . Era inquietante . Lucrezia avvertì un terrore che la immobilizzò , come trovarsi improvvisamente di fronte ad un lupo famelico che ti fissa , pronto a impedirti ogni via di fuga , deciso a divorarti.

Confusa sentì uno stordimento impossibile da dominare e alzandosi di scatto vide il mondo girarle attorno .La presa forte di lui la sorresse afferrandola saldamente per il braccio che lei prontamente strattonò via da lui , allontanandosi a passi svelti da quell’incubo. No così non andava , rischiava di sentirsi troppo coinvolta , lo ammetteva solo ora a sé stessa , già le telefonate tra loro erano state per lei inebrianti ,ora sostenere anche il suo pericoloso fascino era davvero troppo. Come le era venuto in mente ? Si chiese e correndo si allontanò da quella follia . Il cellulare vibrò avvertendola del messaggio ricevuto ,“ Torna immediatamente qui!” lesse, mentre una rabbia a lei sconosciuta le straziava lo stomaco .

-Roma ! – disse sicura al bigliettaio mentre guardava l’orario dei treni.

UN MESE DOPO

  • Questa volta la tariffa sarà raddoppiata – disse di spalle mentre si preparava un caffè , indifferente , come se lei neanche fosse li. Indossava solo i pantaloni della tuta di un grigio chiaro che morbida lasciava vedere la forma delle cosce forti . Lucrezia guardava quel corpo così diverso dallo stereotipo di moda in quegli anni da non saper come poterlo descrivere .Era grosso , ma non grasso ,potente non esile ma tornito ,morbido in quelle rotondità turgide , carezzò indisturbata con gli occhi quella schiena , quella pelle che avrebbe fatto invidia anche alla donna più curata. Osservandolo si chiese se non fosse volutamente li a mostrare quel che offriva , una sorta di creazione del desiderio da generare in un bramare che non lasciava più scampo . Lucrezia scosse il capo per togliersi quei pensieri dalla mente . Era stanca e l’unica cosa che desiderava era dormire. Guardò l’orologio , segnava le 23,34 e sbuffando si chiese quanto dovesse durare quella messa in scena da parte di lui.

-Non ho problemi di soldi – rispose cercando di apparire sicura di sé , ed era vero , gli unici problemi che non aveva erano quelli economici .

Gli occhi di lui finalmente la guardarono , voltandosi , ma le sembrò, senza vederla ……………

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