A tavola con … Chiara Giacobelli • Una chiacchierata con l’autrice di ” Un disastro chiamato amore”

Ciao a tutti

A tavola con noi oggi c’è la scrittrice e giornalista Chiara Giacobelli, autrice di quello che è stato considerato all’unanimità il libro dell’estate, “ Un disastro chiamato amore”, una piacevolissima fuga tra risate, incidenti e dolci sentimenti.

 Leggete la RECENSIONE qui!

 9788865087527Mentre sulla pagina facebook del blog potete ancora partecipare al giveaway per aggiudicarvi una copia del romanzo, facciamo una chiacchierata con l’autrice per scoprire curiosità e retroscena di un libro che sentirete parlare per molto tempo.

Una sbirciatina nella vita di Vivienne, Alex e della stessa Chiara che disponibilissima, ha risposto alle nostre domande.

Dalla nascita del libro, alla Liguria passando per il ragazzo perfetto: tutto questo e molto altro nell’intervista.

Buona Lettura, Franci!

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 A tavola con … CHIARA GIACOBELLI

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  • “Un disastro chiamato amore” è il tuo romanzo d’esordio ma decimo libro pubblicato. Come è nata l’idea di questo libro e com’è stato passare da uno stile prettamente giornalistico alla narrativa?

 

Foto di Ylenia ContiniL’idea del libro è nata a partire da una serie di gaffe e figuracce che ho realmente collezionato nella vita (tutte quelle raccontate, anche le più surreali, sono accadute davvero), insieme alla necessità di scrivere qualcosa di leggero e divertente che mi aiutasse a superare una malattia. In realtà non sono passata dal giornalismo alla narrativa, intanto perché i miei libri precedenti sono quasi tutti guide turistiche costituite da un insieme di racconti, o saggi, e anche quando collaboro per le varie testate la mia è più una penna da scrittrice che non da giornalista. Inoltre, io ho iniziato a scrivere storie sin da bambina, quindi per me questo è solo l’ennesimo romanzo concluso, con la differenza che ho finalmente trovato il coraggio di proporlo a un’agenzia letteraria.

Questa decisione è stata comunque molto traumatica per me, perché fino ad oggi i miei libri erano il mio personale giardino segreto in cui mi rifugiavo e ritrovavo me stessa; quando un romanzo diventa un prodotto di business è come se un’orda di persone entrano nel tuo spazio privato e ne fanno di tutto. Ti salvi solo se riesci a staccarti emotivamente dalla tua opera, altrimenti è un massacro.

Per fortuna, nessuno di noi si aspettava questa accoglienza così calorosa da lettori e lettrici di tutta Italia, quindi al momento la mole di recensioni e commenti che arrivano ogni giorno mi fanno commuovere e mi hanno ridato fiducia nella mia capacità di saper scrivere (che come artista, metto in dubbio costantemente).

 

  • Si dice che gli scrittori siano molto superstiziosi e abbiano tutto un loro rituale quando si tratta di scrivere libri. Hai anche tu un rito scaramantico che non deve assolutamente mancare, o un semplice portafortuna?

 

No, non ce l’ho e non sono superstiziosa. Gli unici cimeli a cui tengo sono un braccialetto con un cuoricino che mi sono comprata da sola nel momento più brutto della mia malattia come atto di amore nei confronti di me stessa e un elastico per capelli sempre al polso, avuto in prestito da un amico che spero torni il prima possibile da me.

 

  • Punto forte del romanzo è sicuramente una protagonista fuori dal comune. Quanto c’è di te in Vivienne e quanto invece vorresti che ci fosse di Vivienne in te?

 

Io e lei siamo una cosa sola: è il mio alter ego letterario e più la rileggo, più mi accorgo di quanto ci assomigliamo. E’ come vedermi dall’esterno sotto una veste ironica; questo mi aiuta ad essere meno critica o esigente nei miei confronti. Come lei, cerco di accettarmi pur essendo un disastro.

 

  • La protagonista è francese di origini italiane, il protagonista americano ma vive in Italia, la storia si svolge prevalentemente in Liguria. Perché hai scelto proprio luoghi come il Golfo dei Poeti per il romanzo?

 

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Per rispondere a questa domanda rimando alle foto di Portovenere che ti ho inviato. ( le trovate nella recensione)  Basta guardarle e lo si capisce subito. In Italia esistono luoghi magici non ancora sufficientemente conosciuti: io adoro viaggiare e ambienterei un romanzo in ogni posto suggestivo che mi capita di visitare. Il Golfo dei Poeti era nel mio cuore già da un po’, per la bellezza che possiede ma anche per la storia e la letteratura di cui è imbevuto. Inoltre non è inflazionato quanto la Toscana o le Cinque Terre, ad esempio.

 

  • Dolce, premuroso, affascinante, sempre presente, nonostante i segreti sicuramente con Alex Lennyster hai fatto sognare molte lettrici. Il  principe azzurro per eccellenza: ora pubblicherai anche una guida per incontrarlo? Dobbiamo munirci del galateo?

 

Non ho intenzione di pubblicare guide sul principe azzurro che proprio non fanno parte del mio stile. Al massimo potrei pubblicare il diario ironico “A caccia di Henry Cavill” quando troverò il coraggio di partire per cercarlo in ogni dove e chiedergli di sposarmi, o al limite – se proprio si dovesse rifiutare – di interpretare Alex nel film tratto dal mio libro (come puoi notare sono già avanti!). Nel momento in cui sto scrivendo, ad esempio, so che Henry si trova a San Diego: la California, guarda caso. Tutto torna

 

  • Ci hai lasciato con un finale che è tutto un mistero. Possiamo sperare in un secondo libro?

 

Se questo va bene e se tartassate la casa editrice di richieste forse sì. Io ce l’ho già tutto in mente!

 

  • Nel libro ci sono molti riferimenti alla Commedia all’Italiana e ai suoi registi. Tu stessa sei entrata in contatto con quel mondo attraverso i racconti dei loro figli, con alcuni dei quali hai lavorato. È un mondo che ti affascina e quanto di esso è presente nel libro?

 

La mia risposta è probabilmente un po’ influenzata dal fatto che “Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo” è stato il mio primo vero libro serio e attraverso di esso ho conosciuto quel mondo, compreso Ettore Scola, il quale ci ha donato l’unica prefazione a un libro mai scritta nella sua vita. E’ anche un lavoro grazie al quale ho incontrato persone meravigliose con cui poi sono rimasta in buoni rapporti, a cominciare da Giacomo Scarpelli, che mi ha aiutata tantissimo nella mia crescita professionale. Colgo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente, anche per le parole che ha rilasciato a proposito di questo romanzo!

 

  • Per il personaggio di Elisabetta ti sei ispirata ad attrici del calibro di Audrey Hepburn e Rossana Podestà. Se avessi la possibilità di far leggere il tuo libro ad un’attrice “ del passato”, chi ti piacerebbe?

 

Audrey è sicuramente una figura che ispira molto fascino, nella sua eleganza e raffinatezza al tempo stesso semplice. In generale, però, la mia passione sono le scrittrici, più delle attrici

 

  • Un consiglio per aspiranti scrittori che non dispongono del galateo ma solo una bella dose di imbranataggine?

 

“Siate gentili e abbiate coraggio”. Sai chi l’ha detto? Cenerentola. La fantasia è la chiave di tutto.

 

  • Per concludere: quando verrà pubblicata la guida dei 1001 Pronti Soccorsi d’Europa?

Quando avrò terminato di visitarli tutti, quindi spero il più tardi possibile!

 

Grazie mille Chiara per la tua dolcezza e disponibilità!

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