Recensione in anteprima di ” Come un’eclissi solare” di David Valentini

Ciao a tutti

Eccomi finalmente a parlarvi di un libro che ho avuto l’opportunità di leggere in anteprima e che a breve sarà disponibile in tutte le librerie. Qualche tempo fa vi ho parlato del libro “ Nell’orizzonte degli eventi” ( Recensione qui) di David Valentini, ora lo scrittore ritorna con un nuovo romanzo di formazione edito da Epsil Edizioni. “ Come un’eclissi solareè un viaggio nei meandri di un passato sepolto e dimenticato, che torna a gran voce implorando di essere ascoltato.

12246935_935230053220739_5956238841850951587_nTitolo: Come un’eclissi solare

Autore: David Valentini

Voto:4 tazze

Trama: Un giovane ricercatore emigrato a Londra torna a Roma per le vacanze di Natale: vuole solo rivedere i genitori, la sorella, i nipoti. La moglie Rachel lo raggiungerà a breve insieme alla piccola Elisabeth.

Ma nello stesso bar dove sta gustando una cioccolata calda siede Alberto, l’unica persona in grado di sconvolgergli l’esistenza. Una giacca, un paio di mocassini, un portachiavi, e il passato sepolto con fatica riemerge dalle profondità della memoria.

Quanto a lungo si può evitare di fare i conti con la propria coscienza?

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Ci sono attimi che ti scorrono sulla pelle, scivolano addosso e si aggiungono al bagaglio che ognuno si porta dietro. E poi ci sono quei momenti in cui tutto si ferma, in cui una semplice parola, sensazione , oggetto o situazione, è un salto nel passato, in un’altra vita, in un tempo dimenticato. Un viaggio in quel bagaglio assopito ed ignorato.

Per il protagonista è un volto sconosciuto nella sua familiarità a fargli fare quel salto. Una normale attesa in stazione che diventa un viaggio nei meandri del passato, di quel tempo dove tutto era concesso, dove tutto aveva un significato ma nessuno ci faceva caso. Un incontro con una figura lontana, ma una volta vicina, diventa trampolino di lancio verso l’ignoto, verso ricordi nascosti. Il ragazzo li accoglie, rivivendoli e scoprendoli, cogliendo particolari che la giovinezza e la superficialità ha completamente ignorato.

Egli era il mio opposto, a tratti il mio antagonista. Per sopravvivere vicino alla sua fiamma carbonizzante ho dovuto imparare a convivere coi miei disturbi.

Figure conosciute ricompaiono portando con se conversazioni addormentate ma mai scomparse. Una vacanza in Sardegna, le ore in libreria, una serata di pollo e birra, un vecchio dvd di Matrix. Alberto,Silvia,Giovanni, Alessia, Natalia. Nomi che il vento ha Childhood-Memoriesportato lontano con se lasciando solo l’eco di voci che un tempo erano il presente. E ora ritornano a cercare la loro vendetta, a dire: < Eccoci, siamo ancora qui >. Uno scontro faccia a faccia con la propria coscienza è quello che spetta al protagonista, seduto comodamente ad un tavolino alla stazione. Ed è Alberto ad aprire quel vaso di pandora, a liberare i fantasmi di un passato fatto di risate e gioia, di tradimenti e lacrime, di vittorie e rinunce. Un amico ritrovato, che come Virgilio accompagna il ragazzo nel suo viaggio tra i banchi di scuola e le sezioni di studio universitario, tra i primi amori e le lotte con i genitori. Tutto alla ricerca del perché, del motivo per cui, lentamente come un’eclissi solare, ogni cosa si è sgretolata, ha perso di valore, si è tramutata in una fuga all’estero, in nuove esperienze lontane e solitarie.

Per lasciare le sicurezze della propria terra e partire per lidi estranei ci vuole la forza della solitudine.

Un filo di rimpianto intreccia i flashback, li tiene stretti togliendogli il respiro. tumblr_n06o785lqg1sc4b7to1_500Rimpianto per le scritte sui muri delle scuole, per quei nomi che ora sono solo spunte blu su facebook, per quell’alba persa nella villa in Sardegna. Rimpianto per un amore sognato ma tradito e perduto. Rimpianto per un amicizia casuale e unica, ma trascurata e dimenticata. Abbandonata a se stessa. Rimpianto per una vita che è stata e che non è più. Ma c’è anche desiderio, speranza che quella stessa vita in fondo, c’è ancora, addormentata ma presente, che ha bisogno di stimoli per svegliarsi e venire a bussare. Per accoglierti con un semplice < Ciao >.

Come si può ricordare ogni istante, ogni singolo istante di questa vita, per poterla narrare a qualcuno e sperare di riviverla?

Una storia che fa riflettere quella che ci racconta David Valentini, che fa venir voglia di aprire quella vecchia scatola di fotografie, di condividere aneddoti e momenti lontani. Un memoriesversione romanzata dei migliori anni della nostra vita. Di quegli anni dove spensieratezza e libertà facevano a cazzotti con drammi e conquiste. Quando i progetti e le speranze avevano come fondamenta i sogni e nient’altro. Una storia che urla Carpe Diem ai quattro venti, che implora di non perdere, di non smettere di lottare. Un protagonista che alla ricerca di se stesso, ha perso per strada tasselli della sua vita. Passo dopo passo, scelta dopo scelta, li ha lasciati cadere ignaro della loro potenza, del loro significato. E poi li ritrova. Tra un caffè e un cornetto, tra mocassini e mazzi di chiavi, in un naturale saluto. Tutti insieme, con la potenza di un uragano, lo attendono alla stazione, gli danno il benvenuto in una Roma che cercava di tenere lontana, mostrandosi nella loro vulnerabilità, alzando bandiera bianca, chiedendo il permesso per raccontarsi. Lui li accetta, li lascia parlare, scoprendo in una grande epifania, che il suo non è stato un addio, bensì un arrivederci.

È stato un grande piacere ed onore leggere in anteprima “ Come un’eclissi solare” e per questo ringrazio tantissimo lo scrittore. Un libro che mi ha fatto apprezzare ancora di più i legami, i piccoli e grandi momenti, quelle chicche che gelosamente custodirai per poi sfogliarle in futuro nel silenzio di una casa o tra la gente in aeroporto. Un libro che consiglio vivamente, assolutamente da tenere in libreria. Buona lettura!

A presto, Francesca

Come un’eclissi solare, per un lungo tempo i nostri astri si sono avvicinati e poi sovrapposti, e i corsi di pensiero armonizzati al punto da non poter quasi più distinguere l’uno dall’altro. Poi, ineluttabilmente, le nostre luci hanno vacillato. La corona solare ha lasciato spazio, incrinandosi, a un fascio fuori posto. Così come si erano avvicinati, i nostri astri si sono separati, andando ognuno per la propria strada.

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4 tazze

Il mio voto: una lettura nostalgica e profonda

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