Recensione in anteprima del libro “Nell’orizzonte degli eventi” di David Valentini

ciao a tutti

Vi ho anticipato ieri l’anteprima del romanzo di David Valentini, Nell’orizzonte degli eventi, in uscita a Gennaio per Nulla Die.

Eccovi la mia recensione e il perché anche questo libro, insieme a molti altri previsti per l’anno nuovo, possa essere un bel regalo after-Natale da farsi.

Valentini-OK-fronteTitolo: Nell’orizzonte degli eventi

Autore: David Valentini

Voto: 3 tazze buo

Trama: Daniele Baldi, 22 anni, muore in un incidente stradale in piena notte. I genitori, Federico e Barbara, vengono a saperlo dalla polizia; Sofia, la sorella, tramite Facebook. Lo stesso giorno Massimo si sveglia dopo una sbornia e trova un’ammaccatura sulla sua auto. Al telegiornale scopre della morte di Daniele, e che l’incidente è avvenuto proprio mentre lui si trovava sullo stesso punto del Raccordo e alla stessa ora. La loro vita, semplice e senza grandi avvenimenti, viene sconvolta in un istante.

Perché proprio come un buco nero, la morte ha una forza d’attrazione schiacciante.

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Vi siete mai soffermati a pensare alla morte? Lo so non è una premessa molto positiva, ma rifletteteci un attimo. La morte è quel pensiero che c’è ma facciamo finta che non ci sia, lo ignoriamo perché sappiamo quanto forte e bastarda possa essere. Eppure alle volte salta fuori, più forte degli altri, e ci scombina la vita.

img-thingÈ la morte la protagonista del libro di David Valentini. La morte e la tragica assenza che la accompagna come un’ombra. Silenziosa e sofferente per alcuni, sbraitata e incontenibile per altri, o semplicemente nodo allo stomaco per i molti. Ti prende e ti stritola lasciando indelebile il suo marchio e poi ti lascia al tuo destino, in balia delle conseguenze. Per ognuno diverse.

Daniele è un ragazzo di ventun anni che perde tragicamente la vita in un incidente d’auto. Rispettoso, educato, il figlio perfetto e un fidanzato amorevole, come un vaso di pandora la sua morte è la goccia scatenante che smorza quella forzata armonia che avvolgeva la sua vita e le persone che ne fanno parte. Sono proprio loro le voci narranti, rappresentanti del dolore, manifesti della mancanza. La sorella Sofia, forse la più equilibrata 16901ggtra i personaggi e anche quella che ho più preferito, la quale scoprendo la morte del fratello ironia della sorte, attraverso Facebook, reagisce nel modo che forse per luogo comune, si potrebbe considerare il più normale. La madre Barbara che controlla il dolore prendendo in mano la situazione, recintandolo in un muro di lavoro e odio verso gli altri. Il padre Federico, il personaggio che ho fatto più fatica ad accettare, minuzioso, preciso che sfoga il suo sofferenza nel mutismo e nella routine, in un forzata normalità. La fidanzata Giorgia che come Sofia, si perde in ciò che è stato e ciò che mai sarà.

Poi c’è l’altra faccia della medaglia, quella dove la morte è condanna e persecuzione. Massimo, un ventisettenne come tanti, diviso tra il lavoro e l’amore. Colui che ha causato l’incidente.

Come una doccia fredda, l’accaduto risvegli i personaggi. Escono dalla loro gabbia d’orata, da quell’ottimismo finto e si rendono conto della realtà, di ciò che hanno avuto e di ciò che hanno perso. Un cambiamento improvviso, che del tutto inaspettato muove le lancette e fa andare avanti l’orologio. Lo scrittore ci racconta questo, l’accettare a modo diverso un evento catastrofico e imprevisto, quando è ancora caldo.

1353352206417677Preannunciando che non è il genere che preferisco, ho iniziato a leggere questo romanzo prendendolo quasi con superficialità. Man mano mi sono sempre più appassionata, condividendo con i personaggi il dolore e perché no? Criticandone anche ad alcuni il comportamento. Un romanzo psicologico basato tutto sul mondo interiore dei suoi personaggi. Pochi dialoghi e molte, alle volte troppe, riflessioni nel quale il protagonista si confessa, rivela se stesso, i suoi dubbi, rimorsi e colpe. Introspettivo quindi, che si prolunga molto nei singoli punti di vista, in alcuni punti quasi dal risultare noioso e un po’ ripetitivo, accumunati da un senso di rabbia verso quel fratello, figlio, fidanzato e sconosciuto perso e verso se stessi, la propria superficialità e indifferenza. Tre giorni, dall’incidente al funerale, nel quale si riversano vecchi rancori fino ad finale del tutto inatteso ma in qualche modo, sotto la giusta prospettiva, anche prevedibile.

Un interessante, non troppo leggero ma comunque gradevole romanzo, perfetto per gli amanti del genere, adatto anche a chi ci bazzica poco. Un’altra bella anteprima che mi ha tenuto compagnia in questi pomeriggi e che con piacere vi consiglio. Lo terrei d’occhio, al posto vostro!

A presto, Francesca

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3 tazze buo

Il mio voto: una lettura che coinvolge!

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