Recensione ” The Treatment” di Suzanne Young

 

Buon pomeriggio lettori

Ho una nuova recensione tutta per voi, lo so! L’ennesima! Ma le letture dell’ultima settimana sono state tante e una più elettrizzante e stabilizzante, in senso positivo, dell’altra che appena sono riuscita a radunare le idee, non ho saputo fermarmi dal non condividerle. Eccoci qui. Il libro di cui vi parlerò oggi è una lettura che si è conquistata un posto speciale nella mia libreria. Mi riferisco al libro The Treatment, sequel di The Program. Fantastica duologia della scrittrice statunitense Suzanne Young, il primo volume è stato pubblicato in Italia ad Aprile ottenendo subito un gradito successo ( RECENSIONE QUI ), mentre il secondo e ultimo uscirà prossimamente nelle librerie. Per chi come me è stata conquistata dalla storia di Sloane e James e non può aspettare che la De Agostini si decida a pubblicarlo in italiano, in fondo alla pagina può trovare il link per acquistarlo in lingua inglese.

Ultime novità: The Treatment è disponibile da oggi, 7 Giugno 2016, in tutte le librerie e store online, per DeAgostini. Non fatevelo scappare!

 

program1Titolo: The Treatment ( The program #2)

Autore: Suzanne Young

Trama: (tradotta da me dal sito web di Suzanne Young)

Come si fa a fermare un’epidemia?

Sloane e James sono in fuga dopo essere a malapena sopravvissuti all’epidemia di suicidi e al programma. Ma non sono fuori pericolo. Pezzi enormi dei loro ricordi sono ancora dispersi, e anche se Sloane e James si sono ritrovati, il programma non è pronto a lasciarli andare. Fuggitivi con un gruppo di ribelli in difficoltà, Sloane e James dovranno ancora capire di chi potersi fidare, e come sconfiggere il programma. La chiave per sbloccare il loro passato si trova nel trattamento, una pillola che può recuperare i ricordi dimenticati, ma ad un costo molto elevato. E c’è solo una dose.

Quando si è alla resa dei conti, possono Sloane e James sopravvivere alle numerose bugie e segreti che li circonda, o sarà il programma a vincere?

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“ Penso che alle volte l’unica cosa reale sia il presente.”

Per chi ha letto la recensione del primo libro The Program, è già a conoscenza della trafila che ho dovuto fare per leggerlo e di quanto entusiasmante e semplicemente fantastico si è rilevato. Per chi non l’ha letta prendetemi sulla parola, il libro si è aggiudicato ben cinque tazzine. Il mio morale era alle stelle quindi una volta finito, mi sono fiondata su internet per acquistare il seguito e … sorpresa. Il libro non è stato ancora tradotto? Ma state scherzando? No, non stavano scherzando. Senza perdere l’entusiasmo l’ho acquistato in lingua inglese e dopo averlo divorato … sorpresa. È eccezionale!

Ma andiamo con calma.

In The Program, Suzanne Young ci ha lasciato con un finale davvero cattivo, concedetemelo. I nostri due protagonisti Sloane e James sono riusciti a sopravvivere al programma anche se hanno perso tutti i loro ricordi. Nonostante i buchi neri nella loro vita, nonostante siano controllati a vista dagli istruttori, i due ragazzi si ricongiungono collegati da un forte sentimento inspiegabile per la loro mente danneggiata.

“ Alcune cose è meglio lasciarle nel passato. Le cose reali sono destinate a ripetersi.”

Il programma non li ha dimenticati, al contrario. Ricordare delle sensazioni, degli stati d’animo e i sogni sul suo passato, sono dimostrazioni di quanto Sloane possa essere pericolosa per il sistema, e importantissima per smascherare le falde all’interno di esso. Ai due non resta che scappare. In The Treatment ritroviamo Sloane e James in fuga the treaaiutati dall’amico Realm e dai ribelli, un gruppo di resistenti al programma. Sopravvivere diventa l’unico obiettivo dei giovani ragazzi, che dovranno districarsi tra bugie e false speranze, cercando di mantenere vivo l’amore. Scappare ben presto, si rivela impossibile; a Sloane non resta che abbattere il programma, prima che sia troppo tardi.

Vecchi e nuovi personaggi si intrecciano in una rete di intrighi e mistero che ancora una volta, Suzanne Young riesce a raccontarci con una maestria fuori dal comune. Influenzati ancora dall’adrenalina che l’inaspettato finale di The program ha suscitato, ci si ritrova coinvolti nella situazione già dalle prime pagine, in uno scatto del tutto naturale. In un clima di sospetto, le vecchie amicizie verranno messe in ballo e ne nasceranno di nuove, del tutto inaspettate.

the treat

Se molte volte il secondo libro in una saga può sminuire un inizio davvero promettente, non è il caso di The Treatment. Nell’ultimo capitolo tutti i nodi verranno al pettine e molte delle domande poste in precedenza, avranno finalmente un risposta. Nulla è messo al caso, nulla fa solo da cornice; ogni particolare, ogni personaggio e avvenimento, segue uno schema preciso, ha un proprio ruolo e un proprio scopo. La Young crea una background dettagliatissimo, con una storia lineare ed avvincente, incredibilmente realistica. Il mondo di The treatment è un mondo futuristico e fantastico, ma molte delle caratteristiche che l’autrice gli conferisce, lo fanno sembrare anche possibile. Il Sistema lotta contro l’epidemia di suicidi tra gli adolescenti, Sloane e James contro il sistema cercando di salvare quella che è la loro unica via d’uscita: Il trattamento. Una particolare pillola arancione in grado di recuperare i ricordi che il programma ha cancellato.

“ I want to be me and yet i’m not sure who I am”

In The program abbiamo conosciuto Sloane e James che nei loro discorsi, in quei momenti rubati, nei flashback sul loro passato, si sono mostrati senza veli. La forte e intraprendente Sloane e il dolce e premuroso James. Nella recensione precedente, ho definito la ragazza La protagonista per eccellenza: capace di essere temeraria e senza paura, addolcendo allo stesso tempo il carattere con la giusta dose di sentimento. E in questo libro nessuno dei due si smentisce. Le bugie che li circondano li spingeranno ancora di più agli estremi, a mettere in discussione anche i più solidi sentimenti. Una situazione al limite del sopportabile nella quale chiunque potrebbe perdersi.

Uno degli aspetti più apprezzati di The program e che lo ha completamente allontanato dai tipici YA, è la totale assenza dei tipici cliché sempre più ricorrenti nei libri con questo target. Nel secondo libro l’autrice è stata quasi costretta ad inserire purtroppo un luogo comune che precedentemente era riuscita ad evitare: il triangolo amoroso. L’entrata in scena dell’ambiguo Realm, scombussola i sentimenti di Sloane verso James. Nonostante sia ben consapevole che il ragazzo nasconda qualcosa, la sua generosità e il supporto che le dà quando ormai ha perso tutto, condizionano il rapporto che ha con Sloane the trediventando sempre più unito. Non storcete subito la bocca al solo pensiero. La situazione si evolve nel modo più naturale possibile, che il terzetto era un passo obbligatorio, quasi indispensabile per il proseguimento della trama. Non è forzato o fuori dal comune, ma si amalgama perfettamente ai personaggi e alla situazione in generale, che pur consapevoli di quale possa essere il finale, lo si gode in assoluta tranquillità. Possiamo dire che la Young si è dovuta abbassare a un cliché ormai noioso, ma l’ha fatto a testa alta, riuscendo a trasformarlo da banale a superiore. C’è un Team James e un Team Realm ma la scelta è talmente spontanea che sembra giusto un rito di passaggio in una storia già strutturalmente perfetta. Realm è troppo forzato e superficiale nel suo comportamento, da guardarlo costantemente con un cipiglio sospettoso che non gli garantisce la vittoria. James ha tutto il pubblico dalla sua parte. Team James.

I nuovi personaggi come i vecchi, sono caratterizzati alla perfezione. Dai ribelli Dallas e Cal agli istruttori del programma, ognuno ha una propria sfaccettatura, un proprio tratto distintivo, e ognuno si amalgama alla perfezione nel mondo di tensione del Sistema.

“ Siamo tutti colpevoli di nascondere cose – è la natura del mondo oggi. Nascondiamo i nostri sentimenti, nascondiamo il nostro passato, nascondiamo le nostre vere intenzioni. Non c’è più modo di sapere cos’è reale. “

The Treatment tiene testa alla perfezione che è stato il libro precedente. Ancora una volta, Suzanne Young mescola abilmente mistero, inganni e paura, con amicizie potenti e un amore in grado di sconfiggere anche il tempo. Non è mai superficiale o banale, dalla prima all’ultima pagina aleggia un alone di tensione che rende il lettore ancora più protagonista. È il capitolo conclusivo, in cui ogni cosa troverà la sua giusta collocazione. Avrei preferito che l’autrice si fosse soffermata molto di più sugli avvenimenti del finale, che non vi dico per non svelarvi troppo, ma nonostante ciò, la conclusione si adegua benissimo ad una duologia come poche. Come già detto, non lasciatevi sfuggire un libro che vi lascerà senza parole, che vi terrà svegli la notte con i suoi dubbi e le due domande. The program ha avviato qualcosa di grandioso che in the treatment trova il suo esplosivo finale. Non si ha ancora una data d’uscita italiana, ma per chi legge anche in inglese, correte ad acquistare The treatment, non ve ne pentirete.

A presto, Francesca

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Il mio voto: un bellissimo finale per una fantastica duologia

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2 pensieri riguardo “Recensione ” The Treatment” di Suzanne Young

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