Recensione ” The program ” di Suzanne Young

Salve lettori
Oggi vi parlo finalmente del piccolo capolavoro di Suzanne Young, The program. Avevo iniziato a leggerlo in formato Kindle ma già dalle prime pagine, ne ero così innamorata, che ho stoppato la lettura e ho aspettato che mi arrivasse in formato cartaceo. Ed è stata una lunga attesa, credetemi. Ecco perché ho detto finalmente! “ The program” è il primo romanzo distopico pubblicato in italia, dell’omonima duologia, uscito il 28 Aprile per De Agostini. Uno dei libri considerati migliori dell’anno e al quale riservo un posticino speciale nella mia libreria. Se solo questo non vi spinge ad andarlo a comprare, continuate a leggere e poi ne riparliamo.

the-program-9781442445819_hrTitolo: The program ( The program #1)
Autore: Suzanne Young
Trama: Sloane sa perfettamente che nessuno deve vederla piangere. La minima debolezza, o il più piccolo scatto di nervi, potrebbero costarle la vita. In un attimo si ritroverebbe internata nel Programma, la cura ideata dal governo per prevenire l’epidemia di suicidi che sta dilagando fra gli adolescenti di tutto il mondo. E una volta dentro, Sloane dovrebbe dire addio ai propri ricordi… Perché è questo che fa il Programma: ti guarisce dalla depressione, resettandoti la memoria. Annullandoti. Così, Sloane ha imparato a seppellire dentro di sé tutte le emozioni. Non vuole farsi notare, non ora che suo fratello è morto e lei è considerata un soggetto a rischio. L’unica persona che la conosce davvero è James, il ragazzo che ama più di se stessa. È stato lui ad aiutarla nei momenti difficili, lui a farle credere che ci fosse ancora speranza. Ma, quando anche James si ammala, Sloane capisce di non poter più sfuggire al Programma. E si prepara a lottare. Per difendere i propri ricordi, a qualunque costo.

“ L’unica cosa reale è il momento presente”

Mie cari lettori, finalmente ci siamo. Finalmente l’ho trovato. Quel libro da batticuore, quello irresistibile che ti coinvolge e leggi in poche ore. Finalmente ho trovato il tanto atteso libro da 5 stelline, o cinque tazzine scegliete voi. Ho iniziato a leggere The Program completamente alla cieca, senza aver confrontato recensioni o commenti. L’ho scovato per caso tra le proposte di Amazon e mi sono invaghita della trama e della bellissima copertina della De Agostini. È stato il salto nel vuoto migliore che abbia mai fatto. Alla luce di questo perdonatemi se la recensione non è molto fluida, ma avrei tantissime cose da dirvi in merito, che ho impiegato parecchi giorni a riordinare le idee e buttare giù qualcosa di concreto. Stare al passo con i pensieri è stato al quanto difficile, ma spero di essere riuscita a trasmettere tutto il necessario per schiodarvi dalla sedia e correre in libreria a comprarlo.

Ora, bando alle ciance, passiamo al libro.
Per convenzione, lo si inserisce nel target Young Adult, ma l’opera della Young, di young (perdonate il giro di parole) non ha niente se non l’età dei protagonisti. Romantico da non essere claustrofobico, avventuroso quanto basta ad incollare alla pagina, misterioso il giusto per tenere col fiato sospeso. Insomma il libro ha tutto se non di più. Adatto a chi ama i romance contemporanei ma anche a chi preferisce ambientazioni distopiche ricche di intrighi e misteri. The Program si adatta a qualsiasi lettura perché è qualsiasi genere. Suzanne Young è infatti riuscita a creare un piccolo capolavoro avvincente e senza scampo, che ti si insinua nella mente trasmettendoti le angosce, il dolore ma anche l’amore e la felicità dei suoi personaggi. Fluida e semplice, ma attenta ad ogni program2particolare, la narrazione prende piede con tutta la sua calma, creando nella sua lentezza un alone di suspense che aleggia fino alle ultime pagine. Da momenti di calma e tranquillità, a picchi di estrema tensione: la lettura del libro è un continuo batticuore. Diviso in tre parti, The Program scandaglia la vita della protagonista, senza lasciare nulla al caso, e il lettore la conosce senza neanche rendersene conto. Come ipnotizzato, ci si ritrova già dalle prime pagine a condividere le emozioni di Sloane e a temere il principale antagonista del libro: The Program.
Unico nel suo genere, a rendere ancora più particolare il libro è senz’altro la sua protagonista, caratterizzata alla perfezione, che rappresenta un totale anomalia nel target, un esempio senza altri precedenti.
L’adolescenza non è mai stato un periodo facile: si è completamente in balia delle emozioni, più vulnerabile e instabili, si vive le dolci avventure o i piccoli drammi, amplificandoli. Viverla però dovendo reprimere costantemente questi istinti, costretti a mostrarsi felici in qualsiasi occasione, anche nell’intimità della propria casa, è quasi un’impresa. È questo il mondo di Suzanne Young, un mondo futuristico in cui dilania un’epidemia di suicidi considerata ormai endemica, soprattutto tra i giovani. L’unica soluzione a questa malattia secondo il Sistema, che vede nelle emozioni la principale causa, è il Programma, ovvero il completo reset nel paziente, dei propri ricordi “ compromettenti” .
Sloane e James sono una coppia che hanno perso fratelli e amici cari,che lottano costantemente con la voglia di sfogarsi, di liberare il loro dolore ma allo stesso tempo con l’obbligo di contenere e non mostrare alcun segno di depressione. Perché qualsiasi falso sorriso, anche una semplice lacrima, potrebbe farli cadere nella rete del programma, diventare delle pagine bianche. Pur facendo affidamento l’uno sull’altro, districarsi tra dolori e false speranze diventa di giorno in giorno sempre più difficile. E quando anche la persona più vicina a loro decide di porre fine alla propria vita, lottare diventa superfluo e il malore avanza. Ai due ragazzi non resta che aggrapparsi con gli artigli ai propri ricordi e cercare con tutte le forze di non farsi vincere dal Programma.

“ dopo tutto, il suicidio è contagioso”

Come già accennato prima, l’aspetto che rende irresistibile il libro e che lo allontana dal comune YA, è senz’altro il totale rifiuto dei tipici cliché che siamo abituati ad incontrare nei libri di ultima generazione. Quei luoghi comuni che addolciscono la trama, ma che nel complesso sminuiscono il libro. Uno fra tutti è soprattutto quello amoroso.
Solane e James sono già una coppia bella che formata quando inizia il libro, con già due anni di relazione alle spalle. Quindi scordatevi tutti quei giri di parole del primo innamoramento, della prima cotta e così via. Che il loro sia un amore potente, influenzato ma non in modo rilevante dagli eventi che vivono, è un dato di fatto. James è la persona più vicina a Sloane, la sua ancora di salvezza e il principale obiettivo per cui combattere contro il programma. Impariamo a conoscerli nei loro gesti dolci e delicati, nei loro momenti di intimità mai superficiali o sdolcinati, nei flashback che la ragazza ci regala della loro vita di coppia.

program

Non c’è il cliché più utilizzato in assoluto, quello presente in tutti i libri YA: la verginità. Cosa di cui sono molto, ma molto, felice. Abbiamo due diciassettenni che vivono la loro sessualità nel modo più naturale possibile, senza eccessi ma anche senza snaturare il momento. La Young tratta l’argomento come se fosse parte dei personaggi, come se giustamente, anche questo li caratterizzasse. Mai superficiale, dando invece il giusto spazio senza scadere nel banale o nel volgare. Un punto per la Young.

Quando ci siamo fermati, James si è sdraiato sulla schiena e ha guardato il cielo. «Be’, cavoli, Sloane.»Ho riso e mi sono toccata le labbra. Erano gonfie, ma piene di vita. Formicolavano. «È stato divertente» sono riuscita a dire.James si è girato a guardarmi. «Lo sai che non riuscirò più a non baciarti, vero?» ha detto. «Per il resto della vita, ogni volta che ti guarderò dovrò baciarti.»

L’altro aspetto che pone il libro ad un livello molto superiore rispetto ad i suoi simili, è l’attenzione che l’autrice riserva ad un tema non facile come quello del suicidio. Quante volte abbiamo letto di malattie inserite nel libro col solo scopo di abbellire la trama, di garantire giusto quel colpo di scena che serve a tenere viva l’attenzione, ma trattate con superficialità. Senza alcun fondamento la si vive e supera come se nulla fosse, come un qualsiasi avvenimento di poca importanza, un traguardo alla fin fine semplice da oltrepassare. La Young al contrario, riserva un rispetto al tema trattato, senza precedenti. Studiata, esaminata al microscopio, la depressione viene sezionata nel suo rapporto con i personaggi, su come si insinua nelle loro menti, e sul modo in cui viene affrontata, curata. L’avanzata della malattia viene descritta come un processo graduale, in tutti i suoi stadi, dai piccoli gesti come l’atteggiamento scontroso e cupo, all’atto estremo del suicidio. Persino il Programma stesso è presentano nei minimi dettagli. L’autrice gli crea una background story precisa e dettagliata, con delle sensate motivazioni. Ogni azione e prontamente studiata, ogni pillola e siero ha il suo specifico compito. Nulla è messo a caso ma ogni sfaccettatura segue un preciso schema.
A completare il quadro e renderlo ancora più magnifico sono senza dubbio i personaggi. Tutti incredibilmente belli, nessuno escluso, da Sloane e James ai personaggi secondari come l’amico Miller o il misterioso Realm.
Sloane è forse una delle eroine che ho più apprezzato nei libri letti finora. Una diciassettenne che mostra in ogni suo atteggiamento, ogni suo modo di comportarsi, la sua età ma nello stesso tempo, è capace di una maturità come poche, che l’aiuteranno a salvare se stessa e il suo amore. Dolce nei momenti giusti, non noiosa o superficiale, alle volte anche ironica, sa essere anche testarda e caparbia, lottatrice in ciò in cui crede e per le persone che ama. Rappresenta la protagonista per eccellenza: determinata e forte, ma in grado di addolcire questo suo carattere con la giusta dose di compassione e sentimento.
Sembrerà scontato dirlo, ma questa volta veramente vi sarà impossibile non innamorarvi del protagonista maschile James. Dolce, premuroso al massimo, con il mondo sulle spalle nella prima parte, pronto a sacrificarsi per la sua amata. Poi smarrito e solo, che ricerca con la rabbia quella parte di se persa ma che sa di possedere.
Una bella storia d’amore quella tra i due personaggi, non sdolcinata e program1stucchevole ma razionale, reale, influenzata dal mondo in cui vivono. Sarà la base del libro ma non parte principale. Non troverete interminabili pagine di mielati dialoghi, anche i loro scambi di battute risentono del clima in cui vivono. Sono profondi e maturi che rispecchiano un sentimento radicato nel profondo e che è poi l’ancora di salvezza per entrambi. Non c’è il tipico triangolo amoroso al quale siamo abituati, ma guarderete con un occhio critico Realm, personaggio che compare a metà libro come amico e aiuto di Sloane. Non vi dirò molto su di lui perché finirei col propinarvi anche dei spoiler. Sappiate solo che quell’alone di mistero che l’autrice crea intorno alla sua figura, renderà ancora più intrigante ed avventuroso il libro.
Altri personaggi si intervalleranno nella vita di Sloane, come il migliore amico di Sloane, Miller, il personaggio che più di tutti suscita una infinita tenerezza. Innamorato di Lacey farà di tutto per riconquistarla dopo che lei lo ha dimenticato a causa del programma, e allo stesso tempo di non cedere lui stesso alla depressione. i genitori di Sloane, che dopo aver perso il figlio maggiore, cercheranno di salvare la propria figlia dalla malattia, anche se questo implica metterla direttamente nelle mani del nemico.
Per farla breve. Non potete farvi scappare questo gioiellino di libro, un storia entusiasmante ed intrigante, ti si appiccica addosso e non la si scolla neanche dopo averla terminata. Un finale mozzafiato che alza la tensione a picchi massimi rendendo insostenibile l’attesa per il seguito. Correte a comprarlo, è un ordine. A presto, Francesca

Lascio cadere i pantaloni di James e raccolgo l’oggetto che stavo per perdere.
È un anello. Un anello di plastica rosa, simile a quello che ho trovato nel materasso. James deve avermi regalato l’altro, e doveva significare qualcosa per me, dal momento che l’ho conservato. Per un attimo percepisco l’accenno di un ricordo, solo un lampo: io che infilo l’anello nel materasso. Ma non riesco a restare aggrappata al ricordo, l’immagine si dilegua. Inizio a piangere. Mi stringo l’anello al petto e mi piego in due, posando la guancia sull’erba.
Non sono completa. Mi manca un grosso pezzo del cuore, ricordi di cose che devo aver detto e fatto, cose che non posso riavere indietro. Le voglio, le voglio tutte. Voglio essere di nuovo me stessa.

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5 tazzee

Il mio voto: c’è bisogno di dirlo? indimenticabile

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Acqtate il libro qui sotto

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