‘A occhi bendati’ di Silvana Uber

Buona sera lettori

Il libro che vi propongo oggi è ‘a occhi bendati’ di Silvana Uber, il primo e unico capitolo pubblicato dell’omonima trilogia.
Quasi introvabile, ho impiegato più di due mesi per accaparrarmi una copia e leggerlo. Premettendo che la trama mi aveva incuriosito non poco, già dalle prime pagine tutte le aspettative e l’entusiasmo è andato scemando, arrivando a metà libro con la voglia di abbandonarlo. Non ne è valsa per niente la pensa.

Un’idea valida senza dubbio, persino originale che attira, ma sviluppata in un modo che definirlo bizzarro o banale è dire poco. Senza logica tra loro, gli avvenimenti si susseguono in maniera così disorganizzata, che in alcuni punti si fa fatica a seguirli.

La protagonista è Corin, questa adolescente che inseguito alla morte del fratello decide, per vendetta di unirsi ad un gruppo di ‘ paladini della giustizia’ capeggiato da Andrew. Già il rapporto con quest’ultimo risulta quasi strambo. A momenti è un ordinario rapporto allenatore- allievo, a momenti sembra sfociare quasi nel romantico anche se di Andrew in particolare si saprà poco quanto niente, e ciò non permette quindi di chiarire il dubbio. Prima papà,poi geloso, prima continua a dire di condividere il potere, poi se ne esce coi ‘io sono il capo’. Avrei senz’altro fatto il tifo per lui se il potenziale che ha, fosse stato sfruttato meglio. Ma andiamo avanti.

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Lo scopo di questo gruppo è quello di proteggere la loro cittadina dai criminali, in poche parole, di fare il lavoro che in genere spetterebbe alla polizia, adottando anche le maniere forti. Vari personaggi si susseguono nella vicenda, alcuni dei quali senza ne capo e ne coda. Uno tra questi è il poliziotto Lucas che in quattro e quattr’otto, si innamora di Còrin, le dichiare il suo amore, le toglie la verginità e poi in modo oserei dire, completamente assurdo la lascia dicendole di non amarla più. Tutto questo nel giro di due giorni. COSA? Per non parlare del migliore amico Nick, che invaghito della protagonista, per un equivoco che fa più ridere che altro, si ritrova fidanzato con lei. Alle 8 di mattina, mentre lui la accompagna al lavoro, con una frase d’esordio veramente imbarazzante (“E’ da tempo che desidero un tuo bacio”). Un po’ la storia del ‘si ho la ragazza, ma lei non lo sa’ . Quando poi lei si rende conto dell’’errore e lo interrompe in modo brusco, l’amico, che da molto desiderava quell’unione, prende con una tranquillità quasi allarmante la notizia.

La vicenda va avanti in un modo così bizzarro che è difficile stare dietro a tutte le assurdità, tanto che sei portato ad aggrottare le sopracciglia due volte su tre.

A confondere ancora di più la faccenda, è l’ennesimo enigmatico personaggio: Daniel. Bellissimo oltre natura, con una forza sovraumana, ha il compito di uccidere la protagonista. Innamoratosi però di lei, decide di schierarsi dalla sua parte e di aiutarla a combattere coloro che la vogliono morta. Un altro personaggio quindi, che ti fa alzare gli occhi al cielo ogni due righe ma che, nella sua assurdità, è il più riuscito. Un eremita, cresciuto in un monastero in Tibet seguendo solo in suo istinto di guerriero e soppiantando tutti gli altri, matura nuove emozioni una volta incontrata la ragazza e per tutto il libro, è in una continua lotta con se stesso e contro questi nuovi sentimenti. Si avvicinano, si allontanano, un momento prima le dice che è sua quello dopo che potrebbe ucciderla. Andiamo, ho capito che sei stato cresciuto come un assassino, ma già la decisione di non uccidere Còrin avrebbe dovuto sbloccare qualcosa in quella macchina di cervello. Eppure ogni vola che sembra fare un passo avanti, ne compie due indietro mettendola continuamente in guardi sulla sua natura. Come se da un momento all’altro, potrebbe abbandonare il suo ruolo di protettore e ucciderla all’istante. Mah!

La protagonista poi, forte e risoluta nelle prime pagine, diventa a metà libro un brattino nelle mani di Andrew, Daniel e Nick, senza alcun potere, sballottata tra le loro decisioni che non hanno alcun senso!. Si ripete continuamente quanto essa sia più in gamba degli altri eppure, nonostante le sue capacità, non fa nulla per farsi sentire. Una povera sfigata, peccato!
La ciliegina su questa torta di ilarità, è il comportamento dei genitori di Còrin. Chi non vorrebbe un padre che non ti fa storie sul coprifuoco, ti vede tornare a casa con la maglietta sporca di sangue e ti dice semplicemente buonanotte, ti costringe ad andare ad una festa vestito oltretutto con un miniabito? Beh la protagonista ce l’ha. Leggendo quindi non sapevo se essere invidiosa della ragazza o semplicemente chiudere il libro e abbandonarlo sulla scrivania.

Diciamo quindi che ho terminato il libro solo per la curiosità di scoprire dove andava ad apparare l’autrice, ma di sicuro non leggerò il seguito o farò i salti mortali per accaparrarmelo.
La storia sarebbe potuta essere molto originale e anche ben scritta, in questo l’autrice ci sa fare,se solo i personaggi fossero stati guidati meglio.

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