RECENSIONE ‘ Miss Disaster ‘ di Ellie Clivens

Buongiorno gente!
La ragazza che vi scrive oggi è una febbricitante Francesca, che si è rintanata nel suo lettuccio, e spera di restarci per almeno una settimana. Ogni tanto si sveglierà dal suo letargo, come in questo momento, e si farà una capatina sul blog.

Bando alle ciance, oggi ho un dolce squisitissimo da servirvi. Si tratta del romanzo ‘Miss Disaster’ di Ellie Clivens, vincitore eLit Italian Talents. È dal primo capitolo che non vedevo l’ora di finirlo per farci una recensione. Ebbene eccola qui!

Il libro più divertente che abbia mai letto.

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Curate, gentili e ben educate: è tutto quello che ci si aspetta dalla società inglese dell’800 tutta dedita al bon ton. Lungi dall’essere tutto ciò, Charlene-Marie Duncaster o meglio conosciuta come Miss Disaster, è l’esatto opposto. Sfrontata, maleducata, irascibile è quello che lei stessa ama definirsi: un soldato. La situazione si complica quando la sua ingenuità e grandissima sfortuna, la porteranno a scontrarsi con niente popò di meno di Justin Clayburn, diciannovesimo Duca di Gredstone. Non c’è scampo per entrambi, in particolare per il Duca, che suo malgrado si farà coinvolgere da Miss Calamita-Per-Guiai tra oscuri segreti, armi sbandierate come ventagli ed esilaranti equivoci.

La mente le corse alla vignetta apparsa quel mattino sul Morning Post, che la ritraeva fendere baldanzosa l’esercito napoleonico, a dir poco atterrito, stendendone un’abbondante metà con i suoi gomiti micidiali e l’altrettanto letale ventaglio, mentre i sopravvissuti si davano, disperati, alla fuga.
La didascalia si limitava a quattro, scarne parole: La nostra arma segreta.

Non mi è mai capitato tra le mani un libro del genere, che fa dell’ironia il suo punto forte. Esilarante dalla prima riga all’ultima, è impossibili non innamorarsi dell’impacciata Miss Disaster. Con un lessico schietto ( “Oddio e adesso? Questo mi muore qua,dissanguato”) ma curato all’eccesso, ricco di metafore, epiteti e chi più ne ha più ne metta,la Clivens ci catapulta in un mondo di nastrini e ventagli, nell’Inghilterra del 1812. La protagonista risalta su questo sfondo, restia allo sfarzo e all’etichetta (come l’utilizzo costate di uno chaperon) che va la farà amare ancora di più.

“L’uomo non si era schiodato dal muro di fronte a lei, ma non sembrava più tanto indifferente. Con la faccia rivolta al cielo, artigliava i capelli della marchesa, inginocchiata ai suoi piedi, guidandole la testa su e giù mentre ripeteva, rapito: «Dio… Dio!».
Charlene aggrottò le sopracciglia: questa proprio non se l’aspettava. Che si mettessero a pregare per chiedere perdono al Signore dopo il bacio adulterino era, però, una gran bella cosa”

La storia nel suo insieme non ha nulla di particolare. Per metà del libro a movimentarla è il divertente tira e molla tra Charlie e il Duca, visto in alternanza da entrambi i punti di vista. A colpi di pistole,coltelli e un linguaggio tutt’altro che signorile,Justin si rende presto conto che la Miss che ha davanti non ha nulla di affine con le donne dell’alta società.Da vero soldato, forte indipendente e femminista,è determinata a mettere a frutto gli insegnamenti militareschi del padre, soprattutto in amore. Suo malgrado però, non sempre giusti. Sbellicandovi dalle risate, proverete quasi pietà per l’arrogante e tenebroso duca, vittima senza scampo di un’ ironica immaturità ( come lo scambiare i sintomi di un’infatuazione per un malanno), alle volte quasi esagerata. Apprezzato il tentativo dell’autrice di aggiungere alla storia un tocco di mistero, salvandola così dal banale e quasi noioso romance.
Se un libro rispecchia il priprio autore, allora date uno sguardo a questa intervista alla Clivens e vi renderete conto di che libro stiamo parlando.  https://www.harlequinmondadori.it/NEWS/Intervista-Ellie-Clivens

“Visto il tormentoso inizio di serata, con il viaggio interminabile verso Richmond, ci si sarebbe aspettati che Qualcuno, lassù, avesse almeno un po’ di compassione per una povera creatura martoriata.
Sì, nei suoi sogni! A quanto pareva, quella sera si disputava l’annuale torneo di cricket celeste e il Signore era occupatissimo, in qualità di arbitro, a dirimere le baruffe tra cherubini.”

Scorrevole e spiritosissimo, è un libro da sotto l’ombrello, da notte fonda o da brutte giornate, per tirarsi un po’ su il morale. Fidatevi di una delirante con la febbre ( scherzo! Solo qualche decimo) correte a leggerlo, non ve ne pentirete.

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4 pensieri riguardo “RECENSIONE ‘ Miss Disaster ‘ di Ellie Clivens

  1. Grazie di cuore, Francesca, per la magnifica recensione! E’ stata una fantastica sorpresa!
    Sono felicissima di sentire che il mio libro ti è piaciuto, facendoti passare qualche ora in allegria.
    Divertire i lettori era giusto quello che mi ripromettevo nel descrivere le avventure di Charlie e Juz: scoprire di esserci riuscita mi riempie di gioia.
    Grazie ancora!!!

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    1. Oh mio dio! Scusa l’espressione da ragazzina ma è un incredibile piacere conoscerti. Nella recensione mi sono trattenuta per non sembrare troppo di parte, ma ho più che amato il tuo libro. Dire che è divertente è riduttivo, non smettevo un attimo di ridere. Inoltre mi sono anche innamorata del tuo modo di scrivere. Davvero tanti tanti complimenti, il libro è favoloso, ti meriti il meglio!

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  2. Per la barba di Lucifero (come direbbe Charlie)!!!! Grazie mille per i complimenti!
    Confesso di essere un bel po’ emozionata nel riceverli.
    Sono un’assoluta esordiente, per cui non sapevo bene cosa aspettarmi dalla critica, dato anche il carattere sui generis di MISS DISASTER, uno storico che strizza l’occhio alla commedia farsesca giocata sugli equivoci, con dei personaggi un filino… ehm, chiamiamoli “atipici”.
    Riscuotere dei consensi come il tuo è per me un’inesauribile fonte di gioia.
    DI NUOVO GRAZIEEEEEEE!!!!!!!

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