Recensione “Regina Rossa” di Victoria Aveyard

Ciao!!!

Come va?
Per il primo Lunedì fantasy vi propongo il mio ultimo acquisto : “ Regina rossa” romanzo d’apertura della serie fantasy di stampo YA “Red queen” di Victoria Aveyard.
Successo statunitense (ben 16 settimane nella lista dei bestseller del NYT) , stra-parlato tra blog, interviste e via dicendo, prima ancora che venisse pubblicato, esteticamente molto accattivante. Diciamo quindi che appena l’ho visto, non ho saputo resistere. Il tutto ha contribuito a creare delle aspettative enormi. Piccolo errore!

regina+rossa

Nell’insieme la storia potrebbe risultare quasi già sentita: società dispotica, una classe che governa su un’altra, l’eroina guastafeste. Qualcuno l’ha definito un intreccio tra ‘Trono di spade’ e ‘ The selection’. Un altro Divergent o Hunger games? Ni! ( tra no e si!).
Di certo l’autrice non manca di fantasia. Punto a favore.

Abbiamo i rossi e gli argentei, i primi sottoposti dei secondi ( la classe aristocratica) in un futuro lontano.
L’eroina è Mare, la narratrice, una rossa semplice e coraggiosa, decisa a tutto pur di riscattare la sua classe da una condizione di povertà, soprusi e ingiustizie. Quasi ingenua alle volte, pronta anche a sacrificare la vita per i suoi ideali, si ritroverà coinvolta in un’avventura dove è difficile capire di chi potersi fidare.

“Da qui fino alla fine dei tuoi giorni,dovrai mentire. La tua vita dipende da questo, piccola sparafulmini”

Vari personaggi l’aiuteranno nell’impresa. Il valoroso Cal, erede al trono, dibattuto tra la sua natura da soldato, e il suo cuore gentile. Il principe Malven, trascurato dai genitori, riservato taciturno, il ragazzo che ti fa sentire protetta, amata. Il ragazzo di cui è facile fidarsi.

“un giorno scoprirà che sono sua nemica e tutto questo sarà soltanto un ricordo lontano. Ma non ora”

Società segrete,re potenti, regine malvagie, maestri benevoli e chi più ne ha più ne metta: insomma l’azione non manca in un fantasy che riesce a mantenere una certa suspense per tutta la storia. Di certo Victoria Aveyard ci sa fare con le parole: notevoli le descrizioni, talmente vivide da rendere un gioco da ragazzi immedesimarsi. Un po’ meno i personaggi secondari, senza un degno spessore, e l’azione che alle volte sembra andare avanti a singhiozzi. Avrei preferito maggior attenzione allo svolgimento della vicenda, in particolare all’inizio del libro.
Nonostante piccoli dettagli,l’autrice è riuscita a ricreare un intreccio di eventi mai scontato e prevedibile, che tiene incollato alle pagine fino alla fine.
Che dire? Aspetto il seguito.

 

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