John Boyne in ‘ Il palazzo degli incontri’

Ciao a tutti!!
Come vanno le vacanze? Mare, montagna, o in ufficio davanti al ventilatore? Io libera da impegni scolastici o lavorativi, quest’estate mi sto dedicando interamente alla lettura. Oggi mi sono resa conto che zitta zitta, tra una capatina in montagna e una al mare, mi sono sciroccata ben 7 libri. Il mio portafoglio sta piangendo in un angolino. Beh! Cose che capitano.

Ma veniamo a noi. Il libro che vi propongo oggi è fresco fresco di lettura, ma non molto di pubblicazione.

Rizzoli 2013, ‘ Il palazzo degli incontri’ è figlio dello scrittore John Boyne. Se il nome non vi dice molto ( cosa che dubito fortemente) vi dico solo un titolo: “il bambino col pigiama righe”. Sull’onda di questa rivelazione, potete capire il mio entusiasmo quando ho scoperto per caso il libro. Ciliegina sulla torta (almeno per me in quanto grande appassionata) è il contesto storico in cui si svolge parte della storia:1915, alla corte dell’ultimo zar di Russia, Nicola II. Bando alle ciance, eccovi la trama e poi qualche mia piccola riflessione.

_il-palazzo-degli-incontri-1366195831Autore: John Boyne

Editore: Rizzoli

– Russia, 1915. Georgij Jachmenev è figlio di un contadino e ha solo sedici anni quando salva un membro del la famiglia imperiale da un attentato. Dall’izba di legno nel remoto villaggio rurale di Kašin al Palazzo d’Inverno il passo è breve. Georgij diventa la guardia del corpo di Aleksej Romanov, l’unico figlio maschio dello zar Nicola II, destinato a ereditare il trono. Nei sontuosi corridoi del Palazzo d’Inverno, ornati di malachite e oro zecchino, Georgij diviene l’ombra fedele dello zarevic e assiste impotente al le ambigue trame di Rasputin, alle incertezze fatali dello zar, ai presagi della disfatta che presto travolgerà il regime. E soprattutto incontra l’amore della sua vita. Più di mezzo secolo dopo, la donna che da molti anni è sua moglie e si fa chiamare Zoja sta morendo in un ospedale di Londra. Georgij ripensa al loro amore indissolubile ma segnato dall’esperienza dell’esilio e dal peso di un segreto mai tradito. –

Georgij racconta la propria storia partendo dai sui due estremi, il presente e il passato, portandoli a scontrarsi in un finale in parte scontato in parte no. Punto forte dell’autore è senz’altro il linguaggio: ricercato ma semplice allo stesso tempo, che permette una lettura più che scorrevole.
Ben fatto l’intreccio tra fatti reali e altri puramente inventati, ma che si adattano perfettamente al contesto. Eccetto forse uno ma non vi svelo quale… a voi la sorpresa!. Avrei preferito che l’autore desse maggior rilievo ai personaggi, in particolare quelli storici da rendere così il tutto più veritiero, senza svalutare la vena romantica.
In linea di massima, il libro ripercorre gli ultimi due anni del potere degli zar sulla Russia e il rumore della rivoluzione (d’ottobre) inizia già a sentirsi. Il protagonista offre un punto di vista popolare. Da umile paesino, viene catapultato nello sfarzoso mondo del palazzo d’inverno, entrando in contatto con chi ne fa parte e lasciandosi sempre più coinvolgere da esso. Sotto questo aspetto, rischiosissima la scelta di romanzare una vicenda storica già comunemente romanzata. Rischiosa, ma sicuramente ben riuscita. Il personaggio principale lo si conosce pian piano a differenza dei personaggi secondari, che restano sempre sullo sfondo senza mai avere un certo spessore. Poco approfondito è anche il rapporto tra Georgij (anziano) e la moglie Zoja: superficiale, dato quasi per scontato.
Deludente il finale, del tutto privo di quel certo “ non so chè”, che ti fa chiudere il libro soddisfatto. Ti lascia con l’amaro in bocca.
In conclusione, ne sono rimasta in parte delusa. La storia in se ha un grande potenziale e gli elementi per diventare un bel romanzo storico c’erano tutti. Ottimo da leggere sotto l’ombrellone senza troppe aspettative.

Alla prossima, ciao!!
Francesca

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